Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La misura allo studio del governo punta a limitare il congelamento ai lavoratori più anziani. Ipotesi alternative e calcoli della Ragioneria: senza correttivi, assegni giù del 9%
Il tema pensioni torna al centro della Manovra. L’automatismo che prevede un aumento di tre mesi dell’età pensionabile a partire dal 2027 potrebbe subire una parziale battuta d’arresto. Il governo, infatti, sta valutando di sospendere l’incremento solo per una parte dei lavoratori, per evitare un impatto eccessivo sui conti pubblici. La misura, però, non sarebbe universale e nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) non compare ancora alcun accenno ufficiale al possibile congelamento. A rivelarlo è Il Messaggero, che riporta alcune delle ipotesi attualmente al vaglio dell’esecutivo.
L’ipotesi più concreta prevede che il blocco dei tre mesi aggiuntivi riguardi esclusivamente chi, nel 2027, avrà già compiuto 64 anni. Per questa fascia di lavoratori, lo “scalino” dell’aumento non scatterebbe. Chi invece avrà meno di 64 anni – anche se con una lunga carriera contributiva alle spalle, per esempio 42 anni e 10 mesi – dovrà attendere i tre mesi in più prima di maturare il diritto alla pensione. Questa soluzione, più selettiva, ridurrebbe significativamente il numero dei beneficiari e, di conseguenza, i costi per lo Stato: dalle prime simulazioni, la spesa annua scenderebbe da circa un miliardo a 300 milioni di euro.






