È facile constatare a quanti attacchi o insulti Giorgia Meloni, come presidente del Consiglio, evita di rispondere ogni giorno. Solo raramente interviene. Ma è comprensibile l’indignazione che ieri le ha dettato queste parole in difesa di un grande Pontefice, padre della nostra generazione e simbolo di libertà per tutto il mondo: «A Roma hanno imbrattato la statua dedicata a San Giovanni Paolo II scrivendo “fascista di merda” e disegnando una falce e martello. Dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore. Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall’ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti». Purtroppo non sorprende che - dopo i disordini e le violenze del 3 ottobre - nella nuova manifestazione del 4 ottobre (festa di San Francesco) si sia insultato pure Giovanni Paolo II.
Sorprende che non ci sia stata subito una condanna corale dell’episodio. E sorprende che ci siano cattolici che si aggregano ingenuamente a queste manifestazioni o che minimizzano gli insulti e le devastazioni o che affermano - come l’Osservatore romano il 23 settembre, per un altro evento su Gaza- che «è sbagliato guardare solo agli episodi di violenza». Ieri, di fronte all’oltraggio contro Giovanni Paolo II, un autorevole collega che ha un ruolo di responsabilità in Vaticano (e che io stimo), ha scritto su X che non si deve «far credere che “questi giovani” che hanno manifestato siano tutti violenti o imbrattatori di statue» in modo «da poter ridicolizzare un ragionamento un pochino più profondo». È ovvio che non si deve mai generalizzare: ci sono lì anche persone in buona fede, ma proprio questo è il problema. Al di là di quanti siano imbrattatori, odiatori o violenti - a me sembrano tanti - in Vaticano si dovrebbe capire che quell’insulto verso Giovanni Paolo II esprime esattamente l’ideologia dominante di queste manifestazioni. Nelle quali non si sentono mai “ragionamenti profondi”, né si cantano salmi, ma si gridano slogan rabbiosi e parole di odio. Il sito del Corriere della sera, ieri pomeriggio, titolava: «Roma, al corteo pro-Pal anche uno striscione sul 7 ottobre e bandiere di Hamas. Statua di Wojtyla imbrattata, Meloni: “indegno”». E il sottotitolo: «Il corteo partito da Piazzale Ostiense. Identificate 60 persone con maschere antigas e mazze». Sottolineo: «Uno striscione sul 7 ottobre e bandiere di Hamas». Lo striscione recitava testualmente: «7 ottobre / Giornata della Resistenza palestinese». È normale? Non dovremmo scandalizzarci?








