Incolta sul fatto, Barbara Floridia aveva due possibilità per uscire dal guaio istituzionale in cui si è cacciata: stare in silenzio e lasciar passare ’a nuttata; scusarsi e voltare pagina. Invece no, ha scelto una terza via, sostenere l’insostenibile. Così ha mentito due volte: la prima, quando ha pubblicato un suo video-commento tagliando la prima parte del mio intervento a Realpolikit (Rete4) stravolgendone il senso; la seconda, quando ieri si è arrampicata sugli specchi: «Non ho mai detto - né pensato - che Sechi volesse affondare la Flotilla con l’equipaggio a bordo». Riepilogo: Floridia non dice e non pensa, ma fa il contrario di quel che dice di non dire e di non pensare.
È il manuale dell’azzeccagarbugli pentastellato, una meraviglia. Solo in un istante la senatrice è apparsa senza maschera - come si legge nella chat che pubblico in prima pagina, per onorare la cronaca - quando alle 8:33 di venerdì scorso le ho scritto su whatsapp: «Hai manipolato quello che ho detto tagliando la parte precedente». Floridia ha risposto così: «Meloni docet». Non solo non ha spiegato, ma ha tirato in ballo la premier Giorgia Meloni (con un altro falso) per giustificare la sua condotta grave. Floridia sembra non aver realizzato il problema istituzionale che ha creato: la sua permanenza al vertice della Commissione di vigilanza sulla tv.








