Si trovava in Uruguay Oliviero Rainaldi, autore della statua di papa Giovanni Paolo II in pizza dei Cinquecento, quando ha scoperto che era stata vandalizzata con la scritta «fascista di m...a» durante la manifestazione per la Palestina (nella tarda serata di sabato 4 ottobre l’ufficio decoro ha provveduto a ripulirla): «Dieci anni fa venne imbrattata con un’altra scritta, una stella delle Br — ricorda l’artista —. Ricevetti una telefonata della Digos nel cuore della notte». A parte quel precedente, Rainaldi è sorpreso che la scultura non abbia subìto altri danni, nonostante il flusso continuo di persone alla stazione Termini e i numerosi cortei organizzati nella Capitale: «Questa volta, però, si è andati oltre. Sto seguendo a distanza quello che succede (da 15 anni vive tra il Sudamerica e l’Europa, ndr) e trovo che vi sia un’incoerenza di fondo tra certi gesti e il voler manifestare per la pace. Quelle parole rivolte a Wojtyla, poi, sono in totale contraddizione con un Pontefice che è stato nemico di tutte le ideologie violente ed è intervenuto spesso in difesa della pace».