I droni russi hanno colpito due volte la stazione di Shostka, cittadina ucraina di 70mila abitanti a una cinquantina di chilometri dalla frontiera. Hanno centrato un vagone e poi il marciapiede. È stata utilizzata la tattica del doppio attacco: prima gli Shahed hanno aperto il fuoco su un treno passeggeri, poi, una volta arrivati i soccorsi sul posto, un secondo bombardamento con l’obiettivo di fare il maggior numero possibile di vittime. Volodymyr Zelensky ha parlato di un atto di «barbarie», che ha provocato «almeno trenta feriti», tra cui passeggeri e dipendenti delle ferrovie. Su X il presidente ha pubblicato un video che mostra un vagone in fiamme, con le lamiere deformate dal fuoco. Anche se i treni lungo la linea vicino al fronte sono spesso utilizzati dai militari, «i russi non potevano ignorare che stavano colpendo dei civili», ha aggiunto Zelensky. Secondo un primo bilancio tra i feriti figurano anche dei bambini. Fonti sanitarie locali parlavano ieri sera di almeno un morto. L’ente ferroviario ucraino, Ukrzaliznytsia, ha denunciato «un vile attacco con lo scopo di interrompere la comunicazione con le comunità della linea del fronte».

Sempre nella notte tra venerdì e sabato, un’altra offensiva di droni ha lasciato senza elettricità circa 50.000 famiglie nella regione di Chernihiv, nel nord del Paese. Immediata la controffensiva ucraina, che ha colpito la Kirishinefteorgsintez, una delle raffinerie più importanti della Russia, nella regione di Leningrado, a circa 800 chilometri dal confine ucraino. Kiev aveva già annunciato da settimane l’intensificazione degli attacchi con i droni contro i siti energetici russi, come rappresaglia agli attacchi contro le infrastrutture civili ucraine.