Abbiamo intervistato Davide Rossi, Direttore Generale di Aires: «La misura è stata concepita con l'obiettivo di svecchiare il parco elettrodomestici italiano e fare un ulteriore passo verso la transizione energetica». Senza dimenticare il tema della produzione degli elettrodomestici nell'Unione Europea, un aspetto contenuto nel decreto ma la cui attuazione non è stata ancora chiarita

Sta per tornare il bonus elettrodomestici: un contributo diretto fino a 200 euro che i cittadini potranno ottenere semplicemente presentando un codice al momento dell’acquisto in negozio. Non si tratta di un piccolo incentivo passeggero: il decreto attuativo che lo renderà operativo dovrebbe essere pubblicato a giorni in Gazzetta Ufficiale e la misura, inserita già nella scorsa legge di Bilancio, potrebbe essere prorogata fino al 2027. Nella prossima manovra dovrebbe infatti essere confermata anche per il 2026.Il ritorno del bonus non è solo una boccata d’ossigeno per le famiglie alle prese con spese sempre più gravose, ma anche un tassello nella politica industriale ed energetica del Paese. Non a caso il perimetro degli acquisti ammessi è definito con precisione: sette categorie di grandi elettrodomestici, costruiti in Europa e con consumi ridotti. Nessun oggettino da scaffale, niente phon o frullatori: l’obiettivo è il ricambio delle macchine che più incidono sulle bollette e sull’ambiente.