Ben presto il club delle società private con la valutazione più alta al mondo potrebbe accogliere un nuovo membro. Si tratta di Tether, l’emittente di USD₮, la stablecoin di gran lunga più diffusa nel mondo crypto. Questo perché la società, che ha sede a El Salvador, punta a raccogliere tra i 15 e i 20 miliardi di dollari attraverso un private placement, cioè un aumento di capitale riservato a un gruppo ristretto di investitori, che otterrebbero quote di nuova emissione pari a circa il 3% del capitale. Così facendo, Tether raggiungerebbe una valutazione di circa 500 miliardi di dollari: per avere un termine di paragone, secondo Visual Capitalist SpaceX vale circa 350 miliardi. Si ferma a 300 miliardi ByteDance, il gruppo cinese a cui fa capo TikTok.Chi ha intenzione di investire in TetherL’indiscrezione arriva da Bloomberg News ed è stata confermata in prima persona dal ceo di Tether, l’italiano Paolo Ardoino, che ha preferito non fare i nomi dei potenziali investitori coinvolti. Secondo Bloomberg, in prima fila ci sarebbero la holding finanziaria giapponese Softbank e la società di investimenti americana ARK Invest. Entrambe sono ben note nel campo tech. La prima ha già puntato su data center, auto a guida autonoma e semiconduttori e – si vocifera – sta adocchiando anche OpenAI. La seconda ha investito in Circle Internet Group, rivale diretto di Tether con la stablecoin USD Coin (USDC), che però ha scelto la strada della quotazione in Borsa.Le stablecoin: come funzionano e quante ne circolanoSia USD₮ sia USDC sono stablecoin, vale a dire criptovalute il cui prezzo è ancorato a quello di una moneta di corso legale (valuta fiat) o di una materia prima. In questi due casi specifici, al dollaro americano: un token è pensato per equivalere a un dollaro. Questo perché le società emittenti dichiarano di detenere riserve, costituite da asset sicuri, per un importo corrispondente. In termini di capitalizzazione, cioè somma del valore di tutti i token in circolazione, Tether domina con 172 miliardi di dollari e Circle la segue, molto a distanza, a quota 74 miliardi.Come Tether è diventata la numero uno tra le stablecoinMa come si è venuto a creare lo strapotere di Tether? Un po’ con il proverbiale “vantaggio della prima mossa” (nasce nel 2014), un po’ col fatto che è accettata pressoché da tutti gli exchange e le piattaforme di trading crypto, un po’ perché (piaccia o no) la sede legale prima nelle Isole Vergini Britanniche e da gennaio 2025 a El Salvador le concede una buona dose di flessibilità. È vero infatti che Tether possiede riserve costituite da contanti, buoni del Tesoro, oro e prestiti garantiti, ma è vero anche che – si legge su Crypto.com – “la mancanza di audit regolari e indipendenti ha sollevato dubbi in merito alla sua trasparenza e ha portato a controlli da parte delle autorità di vigilanza”.Quando nel 2018 il suo peg (ancoraggio) al dollaro crollò scatenando il panico nei mercati crypto, e le indagini federali misero in dubbio la solidità delle riserve, Tether sembrava sull’orlo del fallimento. Quelle inchieste si trascinarono per anni e portarono, nel 2021, a un patteggiamento da 18,5 milioni di dollari con la procura di New York. Oggi Tether detiene titoli di Stato statunitensi per un totale di 127 miliardi di dollari, più di Paesi come la Corea del Sud e la Germania, e ogni transazione in USD₮ – di fatto – va a rafforzare il predominio globale del dollaro. Tanto che ormai c’è chi la definisce “too big to fail”, troppo grande per fallire, come si dice per le grandi banche.Il ruolo degli italiani Giancarlo Devasini e Paolo ArdoinoC’è anche un po’ di Italia in questa parabola a stelle e strisce. Tether nasce da un’intuizione di Giancarlo Devasini, ex-chirurgo plastico reinventatosi trader. Poco avvezzo a riflettori e interviste, oggi figura al terzo posto nella classifica Forbes dei miliardari italiani e – se questo aumento di capitale si concretizzasse – potrebbe scalare rapidamente anche la graduatoria mondiale. Devasini ha il ruolo di presidente mentre Paolo Ardoino, il volto pubblico della società, ne è Ceo da dicembre 2023. Le loro simpatie trumpiane (dichiarate) si intuiscono anche dal fatto che, quando all’inizio di quest’anno Tether ha acquisito una quota di minoranza della Juventus, si è presentata ai tifosi con lo slogan Make Juve Great Again.Il Ceo di Tether Paolo Ardoino