Milano, 22 marzo 2014 - 11:38

La storia di Charla Nash, 60 anni, deturpata dall’animale �da compagnia� di un’amica. Ora vuole fare causa allo Stato del Connecticut: �Si sapeva che Travis era pericoloso�

di Angela Geraci

Charla Nash. A sinistra come � oggi a 60 anni dopo numerosi interventi e un trapianto di faccia; a destra come era prima di essere sfigurata dallo scimpanz� dell’amica, nel 2009

La mattina del 16 febbraio di cinque anni fa Charla Nash � una bella donna bionda di 55 anni. Vive a Stamford, in Connecticut, e si precipita a casa dell’amica Sandra Herold per aiutarla a far rientrare in casa Travis. Travis � l’�animale domestico� di Sandra: uno scimpanz� di 14 anni che pesa 90 chili. Uno di famiglia, che vive come un essere umano da quando gli Herlod lo hanno adottato, quando aveva pochi giorni. Travis si veste, guarda il baseball in tv, beve vino dai calici, apre le porte di casa con le chiavi e dorme nel letto insieme alla sua padrona (da piccolo � anche stato una star di alcuni spot televisivi, come quello della Coca Cola). Travis quella mattina impazzisce e la vita di Charla cambia per sempre. Appena l’animale la vede, le salta addosso con ferocia e le strappa naso, bocca, occhi ed entrambe le mani. Poi attacca anche un agente arrivato sul posto che lo uccide quando lo scimpanz�, insanguinato, prova ad aprire la portiera dell’auto della polizia. Charla resta in fin di vita. Oggi ha 60 anni e vive prigioniera di quel che � rimasto del suo corpo. � cieca, non ha le mani (il trapianto non � andato a buon fine) e ha subito oltre trenta interventi chirurgici in questi anni. Anche un trapianto di viso, un viso che non ha mai potuto vedere. Adesso vuole chiedere 150 milioni di dollari di risarcimento allo Stato del Connecticut per non averla protetta adeguatamente. Secondo il suo avvocato Charles Willinger, infatti, il Dipartimento di Protezione Ambientale sapeva quanto Travis fosse pericoloso per la pubblica sicurezza ma non ha fatto nulla per fermarlo. Secondo la legge per� per intentare una causa allo Stato ci vuole prima l’ok di una commissione, via libera che gi� una volta � stato rifiutato a Charla.