Centinaia di persone intrappolate in una rete di manipolazione psichica, terapie a base di fiori e minacce di repentine ricadute mediche. Un vortice capace di inghiottire non solo i disperati, ma anche professionisti ed esperti di fisica quantistica. Fino a spezzare la vita di chi, di fronte a una diagnosi di tumore, alla chemioterapia ha preferito le promesse di una donna che diceva di essere una sorta di intelligenza artificiale.

Oggi nell'aula del tribunale di Torino, la pm Barbara Badellino ha formulato le richieste di condanna per quella che la procura considera una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla sottomissione psicologica. Per Carla Stagno, la "santona" di Moncalieri che si spacciava per un'entità aliena, la richiesta è di 10 anni di reclusione. Per il suo presunto braccio destro, un osteopata, la richiesta di pena è invece di 1 anno e 8 mesi.

Un processo che riparte da zero, dopo che la Cassazione a febbraio aveva annullato per un vizio di forma la precedente condanna a 9 anni inflitta alla Stagno, scarcerandola per un difetto di notifica legato al periodo della sua latitanza a Ostia. Stagno al momento è libera e vive a Ostia. Non è chiaro che lavoro faccia. Questa volta i due imputati, difesi dall'avvocato Daniel Giudice, hanno scelto la strada del rito abbreviato. Una mossa che cancella i vecchi verbali d'aula e congela l'intera decisione sui documenti d'indagine originari – i computer e i telefoni sequestrati, considerati la vera "scatola nera" della setta – in cambio dello sconto di un terzo della pena.