Salvatore Ocone «non si è reso conto che il figlio era morto e che la figlia era viva». La ricostruzione della strage: tracce di sangue in chiesa

Subito dopo gli omicidi, si era rifugiato in quello che considerava il suo 'posto sicuro', quella chiesa dove si nascondeva quando, in preda alle crisi depressive, cercava sollievo

ITALIA > CRONACA NERA

sabato 4 ottobre 2025

Era sporco di sangue ovunque, su di sé portava i segni della mattanza, della violenza con cui aveva ucciso a sassate la moglie Elisa Polcino e il figlio Cosimo, lasciando in fin di vita la figlia sedicenne. Subito dopo gli omicidi, Salvatore Ocone si era rifugiato in quello che considerava il suo 'posto sicuro', quella chiesa dove si nascondeva quando, in preda alle crisi depressive, cercava sollievo.