MARENO DI PIAVE - A bordo del treno Conegliano-Treviso, alla richiesta del controllore, il ragazzo esibisce l'abbonamento registrato sul proprio cellulare. Ahimè, il dispositivo di lettura in dotazione al controllore non riesce a "registrare" l'abbonamento, con ogni probabilità di un malfunzionamento. Ma il controllore multa il giovane per "mancanza di titolo valido". I genitori, però, non si sono arresi ed hanno presentato ricorso avanti al giudice di pace di Conegliano, dottor Massimiliano Marchetti. Il quale lo ha accolto, annullando l'ordinanza di ingiunzione emessa da Trenitalia e compensando le spese.

La sentenza è dello scorso luglio e precede di alcune settimane un altro caso avvenuto sempre sui mezzi pubblici, stavolta su un pullman di Mom Mobilità di Marca. Protagonista suo malgrado uno studente che è stato sanzionato, pur avendo in mano un regolare biglietto, perché era salito su una corriera riservata ai soli abbonati. La famiglia ha pagato la multa di una sessantina di euro, ma Mom ha comunicato loro di mettersi in contatto con gli uffici per vedere di risolvere il problema. Cosa che invece non è avvenuta con Trenitalia. Addirittura, al momento dell'emissione della sanzione, al giovane passeggero non è stato rilasciato consegnato alcun verbale. «Nè spiega l'avvocato Nicola Salvestrin - è stato notificato ai genitori. I genitori hanno voluto fare ricorso, che il giudice di pace di Conegliano ha accolto con sentenza del luglio scorso». Il ragazzo era sulla tratta Conegliano-Treviso, aveva sullo smartphone l'abbonamento pagato 511 euro. Alla richiesta del controllore lo esibisce, come aveva fatto molte altre volte, solo che il lettore non lo "riconosce". Risultato: multa. Ma il controllore non rilascia alcun verbale, né arriva a casa nei mesi successivi: questa è la prima omissione perché è ai genitori che va notificato. A giungere a quest'ultimi il 28 marzo di quest'anno, è l'ordinanza di ingiunzione di Trenitalia nella quale si ordina di pagare la somma di 187,65 euro, di cui 150 euro per sanzione, 25,90 per spese amministrative e 11,75 per tasse, soprattasse di diritti. Allo sbalordimento subentra l'indignazione. Subito si rivolgono all'avvocato di famiglia Salvestrin. Che avanti il giudice di pace di Conegliano propone ricorso contro l'ingiunzione di Trenitalia. Ricorso accolto, ingiunzione annullata.