Il primo abbraccio, all’aeroporto di Fiumicino, il senatore dei Cinque stelle Marco Croatti lo riceve dal suo capogruppo, Stefano Patuanelli. C’è una delegazione numerosa di colleghi di partito ad aspettarlo. «Sono stremato», dice lui con un sorriso. «Non chiudo occhio da due giorni, da quando gli uomini dell’esercito israeliano hanno iniziato le manovre per abbordare le navi della Flotilla».
Roma, baci e abbracci all'arrivo dei parlamentari della Global Sumud Flotilla a Fiumicino
Da quel momento in poi, di voi non si è più saputo niente. Cosa è successo?«La marina israeliana ha fatto saltare la connessione internet e non avevamo campo sul cellulare. Eravamo tagliati fuori». A chi ha fatto l’ultima telefonata?«Ho mandato un messaggio a Patuanelli. Sarà stata mezzanotte e mezza. Dovevo aggiornarlo su cosa stava succedendo».
Global Sumud Flotilla, il video dell'abbordaggio da parte della marina israeliana
Poi è iniziato l’abbordaggio.«La marina israeliana ha bloccato prima le navi in testa alla Flotilla. Quelle dietro si sono fermate, ma noi eravamo defilati e siamo riusciti a passare». Credevate di arrivare?«All’inizio pensavamo che per qualcuno sarebbe stato possibile. Ma quando mi sono voltato ho visto che i militari israeliani passavano da una barca all’altra, usavano gli idranti su alcune per metterle fuori uso, su altre salivano e ne prendevano direttamente il possesso. Entro la mattina le hanno fermate tutte». Quando sono saliti sulla sua barca?«Qualche ora dopo, credo. La cosa più inquietante è stato il modo in cui sfrecciavano con questi motoscafi veloci e silenziosi, che non alzavano neanche un’onda. Arrivavano a filo dello scafo per far rallentare, ma li vedevamo all’ultimo. Sembravano fantasmi».












