Palermo, città barocca sospesa fra tradizione e futuro. Poeticamente decadente e al tempo stesso, da sempre, teatro e luogo di battesimo di importanti movimenti e correnti socioculturali. Una location simbolica e quanto mai adatta a far da sfondo al lancio della nuova Audi Q3, il cui claim promozionale è “Movimento d’avanguardia”. E l’occasione giusta per confrontarsi con Timm Barlet, 48 anni, tedesco, da gennaio Managing Director di Audi Italia, su un settore come quello dell’automotive che sta vivendo una trasformazione radicale e assai complessa; impantanato a metà del guado, tra paralizzanti pastoie burocratiche, e al tempo stesso proiettato verso un domani che tutti quanti auspichiamo migliore. Mentre a poca distanza dall’albergo del centro cittadino che ci ospita il Suv compatto tedesco col look affilato e gli interni completamente digitalizzati attira gli sguardi di addetti ai lavori e passanti, nell’elegante library dell’hotel parliamo di sfide epocali: elettrificazione incerta, mercati in crisi, futuro di Audi, politiche economiche nazionali ed europee, e dell'ingresso clamoroso in Formula 1 che sembra sfidare ogni logica di prudenza. La prima domanda che voglio porle è: perché Palermo? Se pensiamo a Audi viene spontaneo associargli il nord Italia e Milano in particolare: il business, in prevalenza, porta lì.“Capisco cosa intende dire. Effettivamente Milano è stata teatro di molte manifestazioni tra cui la recente presentazione mondiale di Concept C che ha tracciato il nostro futuro design basato su stilemi storici quali essenzialità e pulizia delle linee. Per quale motivo invece adesso abbiamo scelto Palermo? Perché per noi è un perfetto esempio di trasformazione, di progresso. L'auto, la Q3, ha un design molto ‘cittadino’ e dinamico; è stata costruita in modo intelligente. Ed è ciò che ritroviamo anche in questa straordinaria citta’ italiana. Guardando a com’era dieci, quindici anni fa e allo sviluppo che ha avuto, con l’esempio dell’area del Molo Trapezoidale, completamente rivitalizzata e restituita alla città e ai turisti, riscontriamo una piena sintonia con i valori avaguardistici che esprimiamo e che vogliamo trasmettere con l’ultima evoluzione del nostro veicolo più venduto”. Giusto, Q3. Mi dice in poche parole perché il potenziale acquirente di un Suv medio, di categoria premium, dovrebbe preferirlo a modelli analoghi di concorrenti storici, europei, o nuovi, provenienti dall’Asia?“Perché è semplicemente la migliore di sempre. Perché comparala?…beh, prima di tutto perché il design è sbalorditivo. La linea combina muscolarita’, presenza e personalità. Poi perché ci abbiamo messo dentro tanta tecnologia, con sistemi di informazione interni pratici, intuitivi e con funzionalità AI. I gruppi ottici presentano la piu’ evoluta tecnologia Matrix Led derivata dall’alto di gamma. E ultimo, ma non meno importante, le motorizzazioni: la motorizzazione plug-in hybrid presenta un’autonomia elettrica pari a 119 km e la possibilità’ di ricaricare in corrente continua a 50 kW - un unicum nella categoria”. Altra cosa: cambiano, in parte, il modo e le tecniche di vendita. Internet e l’e-commerce stanno prendendo campo anche nell’automotive. Il ruolo dei concessionari per voi rimane centrale, come è stato fin o a oggi, o, eventualmente, come muterà?“Per noi la relazione umana tra il concessionario e il cliente svolge un ruolo essenziale nel processo di acquisto e la fidelizzazione del rapporto. Per questo, il loro ruolo, oggi è in futuro, è per noi importantissimo”. Guardando più in là dell’oggi, cosa dobbiamo aspettarci di nuovo da Audi, oltre a Q3, nel 2026? E poi: è confermata l'uscita di scena di A1 e Q2?“Non posso svelare apertamente i nostri piani. Ma da Audi è lecito aspettarsi l'inaspettato. Siamo sicuri di avere qualche bella sorpresa per il prossimo anno, specialmente nell’alto di gamma, nell'area sportiva. Mancano ancora alcune nuove generazioni di modelli con le lettera RS sul cofano. E poi c’è la piccola entry level elettrica: sarà nel segmento della Q3. Mentre per quanto riguarda A1 e Q2 è confermata l’uscita dalla gamma. Ma non nell’immediato, saranno in commercio e ordinabili per tutto il prossimo anno e il momento della pensione per questi due modelli arriverà solo a gennaio 2027”. Restiamo ostinatamente sul futuro, in chiave normativo/finanziario. Con tutte le incertezze del caso, vista la poca chiarezza, per usare una termine soft, dei politici europei e italiani in particolar modo. Quali sono, proprio alla luce di questa confusa visione dei legislatori, le vostre scelte in materia di motorizzazioni non termiche?“Quello che abbiamo sempre affermato è che a lungo termine l'elettrificazione sarà la strada maestra da percorrere. Ma sappiamo anche che dobbiamo adattarci alla realtà commerciale attuale. Ed è per questo che crediamo con molta forza nella flessibilità. Oggi la nostra gamma offre un portafoglio tecnologico che spazia da motori termici, a benzina e gasolio, sistemi mild hybrid, ibridi plug-in, fino ovviamente agli elettrici. E’ il nostro modo di rispondere alla mutabilità del mercato e rispondere ad ogni esigenza di mobilita’”. Un’offerta adatta al momento, di fatto quasi obbligata e condivisa anche da altri produttori diretti concorrenti… ma c’è una data, una deadline, oltre la quale la produzione elettrificata sarà dominante sul resto?“No. A oggi non c’è. Ci siamo sempre imposti di dover essere pronti a reagire al mercato, quindi non ci stiamo prefissando una data specifica’. Stiamo osservando attentamente lo scenario complessivo, seguendo molto da vicino ciò che i clienti richiedono e siamo pronti con un’ampia gamma di scelte. L’unica data è quella che conosciamo tutti, ovviamente. E’ quella del 31 dicembre 2034, imposta dalla Commissione Europea, che dovrebbe sancire la fine delle immatricolazioni delle auto con motori a combustione. Aspettiamo di vedere gli sviluppi, ma come ho detto, penso che Audi sia molto ben posizionata e molto flessibile nell'offerta”. Tornando ai problemi che ha specialmente, a mio avviso, l'Italia, dal costo proibitivo dell’energia, al basso e disomogeneo numero di stazioni e colonnine di ricarica. Avete qualche progetto per rendere più appetibile e meno avventurosa l’opzione elettrica?“Si, il Gruppo (Volkswagen ndr), ha appena lanciato il servizio di soluzioni di ricarica Elli in Italia. Si aggiunge e anticipa ulteriori attori che continuearanno a sviluppare l’ecosistema in futuro, fondamentale per accelerare e consolidare la nuova mobilità”. Restando in tema. Per essere ancora più chiari e possibilmente franchi. Se in questo contesto, invertendo i ruoli, toccasse a lei fare delle domande, o più propriamente, delle richieste. E io, anziché un giornalista, fossi ciò che mai e poi mai vorrei essere nella vita, vale a dire il ministro dei Trasporti, o dell’Economia, o un qualunque rappresentante del Governo italiano in grado di raccogliere le sue istanze, cosa mi chiederebbe? Qualcosa che vada nella direzione di una riduzione del costo dell’energia elettrica; di una più capillare rete di punti di ricarica; di un pacchetto d’incentivi fiscali più efficace e meglio calibrato; o che altro?“Domanda complessa. Ma le rispondo. Molto semplicemente e in modo franco. Le chiederei, ovvero chiederei alla politica italiana, di essere stabile nelle sue decisioni. E’ la cosa più importante. Non cambi di rotta. Dobbiamo andare in un'unica direzione, chiara, precisa. Perché nel settore automobilistico parliamo di cicli d’investimento non brevi, ma di lungo periodo. Quindi la prima cosa di cui abbiamo bisogno è la stabilità. Che poi è ciò che abbiamo visto in altri mercati europei, dove ci sono schemi di incentivi strutturali che funzionano e hanno accelerato la conversione verso l’ elettrico con velocità molto superiori all’Italia. Se si guarda alla Norvegia, ai Paesi Bassi, alla Spagna o alla Francia, ci sono sistemi di tassazione basati su bonus e malus per incentivare efficacemente auto con bassi valori di CO2. Insomma, parliamo di incentivi strutturali”. Quindi, per sintetizzare: prima tutto, chiarezza e stabilità. Giusto?“Sì. Ciò di cui abbiamo bisogno, come costruttori, è un orizzonte di pianificazione stabile”. Al netto di tutte le difficoltà, anche strutturali, che abbiamo elencato, e per provare a chiudere l’argomento, cosa si sente di dire agli elettrofobici o elettroscettici, categorie ancora molto numerose in Italia, per convincerli ad abbandonare i pregiudizi? “È un tema centrale, e mi piace partire da dati concreti. PricewaterhouseCoopers ha condotto uno studio sulla mobilità elettrica, segmentando i clienti in tre categorie: gli e-driver, chi già guida elettrico; gli e-prospect, i potenziali acquirenti ancora indecisi; e i contra-e, i contrari. Il dato più significativo? Per i contra-e l'ansia da autonomia è la preoccupazione principale, l'ostacolo che li frena. Eppure chi guida già elettrico non considera affatto questo un problema reale. È un paradosso illuminante: i contrari dicono ‘l'autonomia non basta’, mentre chi usa quotidianamente un'elettrica afferma l'esatto contrario. La differenza sta nell'esperienza diretta. Una volta provata concretamente l'auto elettrica nella vita di tutti i giorni, ci si rende conto che l'autonomia è più che adeguata per la stragrande maggioranza degli spostamenti. Evidentemente, il timore è molto più grande della realtà”. Chiudiamo con qualcosa di diverso, che attiene allo sport, alla massima espressione della velocità in pista, alla passione, legata a una visibilità glamour. Audi entrerà in Formula 1 nel 2026 e punta a farlo in grande stile, attingendo tra l’altro a piene mani all’esperienza di uomini con importanti trascorsi in Ferrari. Com’è maturata questa scelta e che obiettivi vi ponete?“Per noi la Formula 1 rappresenta chiaramente un investimento importante e a lungo termine. Audi nella storia ha sempre dimostrato di essere un pioniere tecnico, anche nelle competizioni. Parliamo di Quattro, parliamo di Le Mans con il diesel, parliamo dell'ultima Dakar con l'auto elettrica, dove tutti dicevano: ‘Come è possibile?’. Il marchio ha sempre messo in campo soluzioni tecniche d’avanguardia. Ovviamente, questo è un banco di prova molto impegnativo, all’interno del quale vogliamo però portare la nostra esperienza e la nostra avanguardia tecnologica. Siamo fieri di questa scelta sfidante. E non vediamo l’ora d’iniziare a confrontarci con i competitor. Sarà di sicuro una bellissima avventura”.