Il miglior film horror dell’anno? Sembra una definizione davvero calzante per “Together”, potentissima opera prima di Michael Shanks che utilizza il cinema di genere per dare vita a una potente metafora di un rapporto di coppia davvero inquietante.

Esce questa settimana nelle nostre sale, questo film che vede al centro Tim e Millie, un uomo e donna ancora giovani, ma che stanno insieme da circa dieci anni. La loro relazione giunge a un punto di svolta quando si trasferiscono in un paesino sperduto tra boschi e campagna, lontani da tutto ciò che conoscono e che è loro familiare. Mentre stanno facendo una passeggiata, finiranno in una grotta che potrebbe cambiarli per sempre.

I toni toccati sono quelli del fantasy e del soprannaturale, ma questo lungometraggio utilizza il simbolismo per parlare proprio di una terribile codipendenza di una coppia che non riesce e non vuole separarsi: all’interno della narrazione nascono numerosi spunti estremamente romantici, ma è soprattutto il tema dell’amore tossico quello che viene più sviscerato in questo graduale processo di autodistruzione della propria identità, in favore di una nuova forma di osmosi coniugale.

Shanks segue la scia di tanto body-horror contemporaneo – dai film di David Cronenberg a “The Substance” di Coralie Fargeat – per dirigere però un’opera estremamente personale e capace di trattare in maniera originale e brillante argomenti che sono stati trattati in passato in chiavi del tutto diverse.