“Consiglio sempre di partire dalla fine. Qual è il tuo obiettivo? Cosa vuoi raggiungere? Non solo negli affari, ma in qualsiasi ambito della vita. E poi procedi a ritroso, cerca di costruire il modello della realtà più accurato possibile”. È uno dei consigli che ci si può portare via dall’incontro “When to kill yhour startup and when to keep fighting”, che ha chiuso la seconda giornata dell’Italian Tech Week.

Luca Ferrari, Ceo di Bending Spoons, incalzato da Davide Dattoli, fondatore di Talent Garden, ha ripercorso la sua avventura di startupper, dal fallimento di Evertale in Danimarca, all’incredibile successo di quello che è potenzialmente il primo “decacorno” italiano.

Il fallimento non fu una scelta, ma una necessità: “Ci trovammo senza soldi, e dovemmo chiudere. I 40mila euro che restavano furono il seed capital per Bending Spoons”, racconta Ferrari. La startup è cresciuta principalmente con capitali propri: “L’equity non è sempre la soluzione migliore: può essere costosa se gli investitori sottovalutano la vostra visione. Il debito può essere più vantaggioso se la startup è già profittevole”. L’aspetto fondamentale è saper valutare cosa serve realmente al progetto e agire di conseguenza.