Giovedì la Grecia si è fermata per l’intera giornata per protestare contro il disegno di legge, che non è ancora stato presentato al Parlamento e voluto dal governo conservatore di Nea Dimokratia, che prevede, tra le altre misure, che, a determinate condizioni, un dipendente possa lavorare 13 ore al giorno per un unico datore di lavoro. I trasporti, in particolare treni e traghetti che collegano la terraferma alle isole, sono stati gravemente interrotti, così come metropolitane e autobus in determinati orari. Anche insegnanti, personale ospedaliero e dipendenti pubblici si sono astenuti dal lavoro su richiesta della Confederazione dei lavoratori greci (Gsee) e della Confederazione dei dipendenti pubblici (Adedy), oltre che del sidacato comunista Pame.