Start upPer il prossimo anno si punta a raddoppiare il fatturato e il numero degli alberghi partnerdi Enrico Netti3 ottobre 2025Difficile per un hotel raggiungere un tasso di occupazione delle camere del 80-90%. È fisiologico che una certa quota delle camere restino invendute. Qui entra in gioco Hotiday, start up che ha sviluppato il suo business acquistando questo stock di camere invendute, quelle che non vengono quasi mai occupate, le paga anticipatamente all’albergatore che così ha la certezza di non avere invenduti durante la stagione. A metterle sul mercato, dopo averle personalizzate e inserite nella propria Room Collerction, ci pensa la piattaforma a prezzi di saldo o quasi che partono da circa 80 euro a notte. Con questa formula Hotiday quest’anno assicura 5 milioni di ricavi incrementali per gli hotel partner e punta a raddoppiare il numero delle strutture, passando da 100 a 200 hotel in Europa nel 2026. Una mossa che farà raggiungere i 20 milioni di ricavi contro gli oltre 10 milioni previsti per quest’anno. Il risultato è frutto di una strategia di espansione mirata, sostenuta anche dal recente round di investimento da 5.5 milioni guidato dal fondo P101 SGR, e di un’offerta che continua a rispondere alle esigenze di efficienza e valorizzazione della capacità ricettiva degli hotel partner.Nata nel 2022 da un’idea di Vittorio Gargiulo, Federico Brunelli e Federico Di Carlo, oggi Hotiday conta tra le strutture partner nomi di prestigio come B&B Hotels, Club del Sole, TH Resorts e ITI Marina. Il tasso di rinnovo delle collaborazioni raggiunge il 95%, segno di una relazione solida e consolidata, mentre la presenza europea si è estesa a quattro mercati chiave: Francia, Spagna, Grecia e Portogallo.«Il dato dell’Average daily rate può essere fuorviante: le prime camere di un hotel vengono vendute quotidianamente a tariffa piena, mentre le ultime restano invendute, salvo nei rari casi di occupazione totale e a prezzi fortemente ridotti. Anche utilizzando in modo completo tutti i canali di distribuzione (online, offline e diretti) i dati storici dimostrano che almeno il 10% delle camere rimane fisiologicamente vuoto - spiega Federico Brunelli, Head of Revenue & Co-Founder di Hotiday -. A differenza di operatori tradizionali e delle Online travel agencies, che generano ricavi per gli albergatori soltanto se le camere vengono vendute, Hotiday garantisce un’entrata sicura e fissa per le camere selezionate, trasformando la capacità inutilizzata in valore concreto e stabile».Per il prossimo anno la strategia di crescita prevede un’intensificazione della presenza in Italia e nei mercati di Francia, Spagna, Grecia e Portogallo, con investimenti mirati per potenziare la capacità operativa e la presenza commerciale. «Il successo di Hotiday non si misura solo nei numeri, ma nella capacità di trasformare le sfide e i problemi storici dell’hospitality, quello delle camere invendute, in opportunità concrete di crescita per gli hotel - aggiunge Vittorio Gargiulo, Ceo e Co-founder di Hotiday - .Non solo raddoppieremo il numero di strutture partner, ma continueremo a innovare con tecnologie avanzate e servizi personalizzati in grado di rispondere alle esigenze degli albergatori e dei viaggiatori moderni. Il nostro obiettivo è offrire agli hotel partner un valore superiore a quello garantito dai grandi gruppi alberghieri internazionali, eliminando al tempo stesso i costi elevati e i vincoli stringenti che queste affiliazioni comportano».Sfruttare il potenziale delle camere invendute con tecnologie e servizi dedicati. Il modello Hotiday si basa sull’evidenza che almeno il 10% delle camere nelle strutture alberghiere resti invenduto per motivi fisiologici, e che queste rappresentino in realtà una risorsa preziosa e ancora poco sfruttata. Attraverso l’acquisto garantito di queste camere, valorizzate con servizi dedicati e elementi di arredo, Hotiday consente infatti agli hotel di aumentare subito il fatturato e ottimizzare l’occupazione grazie a un modello di business pioniere nel settore che non crea competizione con le strutture partner.La start up ha inoltre lanciato un sistema proprietario di Revenue management system in grado di ottimizzare la gestione delle tariffe e delle prenotazioni. Tramite questo tool Hotiday è riuscita con un solo Revenue manager a gestire più di 100 strutture, aumentando il RevPAR, il ricavo medio generato da ogni camera disponibile, del 20% e migliorando l’occupazione del 10%. Proprio grazie a queste specificità e alla luce di queste evidenze Hotiday ha potuto mettere a disposizione dei propri partner quest’ulteriore asset. Questo sistema permette anche di aggiornare automaticamente e in tempo reale i prezzi ed è compatibile e collegabile con oltre 130 software di gestione delle strutture tramite una dashboard intuitiva, che consente di prendere decisioni basate sui dati per migliorare i risultati economici e mantenere il controllo sulle metriche monitorate.
Hotiday, la formula per vendere le camere invendute degli hotel
Per il prossimo anno si punta a raddoppiare il fatturato e il numero degli alberghi partner







