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Scintille tra governo e sindacati sullo sciopero generale proclamato per domani. Cgil, Usb e Cobas confermano le piazze in tutta Italia nonostante l'altolà della Commissione di garanzia, mentre il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, evita la precettazione perché, spiegano dal Mit e dal Carroccio, "non risolve il problema ma si alimenta il clima già avvelenato in modo irresponsabile" promettendo però un inasprimento delle multe per chi incrocia le braccia senza rispettare le regole. Intanto, spiegano dal ministero, "chi domani parteciperà a uno sciopero dichiarato illegittimo dalla Commissione, ne pagherà personalmente le conseguenze, come previsto dalla legge". Mentre Usb ricorda che "chi rischia sanzioni sono le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero generale, non i lavoratori e le lavoratrici che sciopereranno".
La legittimità o meno dello sciopero generale proclamato senza rispettare il preavviso di dieci giorni imposto dalla legge in materia, la 146 del 1990, passa per il comma 7 dell'articolo 2, che prevede la possibilità di non rispettarlo 'nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori'. Per il Garante in questo caso è "inconferente" il richiamo a tale disposizione, e dunque lo sciopero è illegittimo. "E' pienamente legittimo", rivendica invece il segretario Cgil, Maurizio Landini, annunciando l'intenzione di impugnare la delibera del garante e anche le eventuali sanzioni in tutte le sedi competenti. Parole che arrivano proprio mentre Salvini, che a caldo aveva annunciato l'intenzione di precettare, cambia rotta e strategia: non ritiene utili "prove di forza" e si appella a sindacati, lavoratori e organizzazioni affinché "scelgano la responsabilità e il rispetto delle regole". Ma in Cdm "l'indicazione è proporre una revisione della normativa vigente sugli scioperi e in particolare delle sanzioni previste per chi incrocia le braccia senza rispettare le regole, ad oggi da 2.500 a 50mila euro". Una scelta simile alla richiesta di versare una cauzione per chi organizza manifestazioni", in modo tale che, viene sottolineato, "chi rompe paga".












