di Antonio Soccigiovedì 2 ottobre 2025 (LaPresse)4' di letturaLa confusione che c’è nella Chiesa cattolica, per la devastazione prodotta dai dodici anni di papa Bergoglio, è una delle cause della crisi dell’Occidente. Devono pensarlo anche a Washington se, come vedremo, mandano a Leone XIV segnali chiari della loro preoccupazione. Un esempio lampante è di queste ore. Nella giornata di martedì tutti hanno dato il loro appoggio al Piano di Pace di Trump per Gaza. Dai Paesi arabi e musulmani ai governi della Ue, dall’Onu alla Russia, dalla Cina all’Autorità palestinese. E la Santa Sede? Un silenzio inspiegabile considerato quante volte il Papa ha implorato di fermare le armi e fare la pace.In serata Leone XIV in persona ha rotto un silenzio che stava diventando imbarazzante. E lo ha fatto dando il suo appoggio al Piano di pace di Trump e invitando Hamas ad accettarlo. A cosa è stato dovuto quel prolungato silenzio vaticano? In parte al cattivo funzionamento della macchina diplomatica e della burocrazia episcopale, perché i dodici annidi Bergoglio hanno devastato anche la Curia.Papa Leone: "Spero nessuna violenza contro Flotilla". Meloni: "Fermatevi"Il Pontefice, Leone XIV, ha espresso tutta la sua preoccupazione per ciò che potrebbe accadere nelle prossime ore...Il livello dei vescovi, della diplomazia e dell’establishment clericale – con Bergoglio – è precipitato. Nell’episcopato è evidente l’impreparazione (anche dottrinale), la superficialità, il conformismo, il dilettantismo e soprattutto la faziosità ideologica e politica. Ed eccoci qui all’altra causa di quel silenzio. La diffidenza e l’ostilità (se non l’odio ideologico) verso Trump. Leone XIV ha spazzato via tutto questo, personalmente, riconoscendo la bontà del piano di pace del presidente americano che, peraltro, è l’unico grande protagonista politico a cercare e realizzare la pacificazione dei conflitti chiesta ogni giorno dalla Chiesa.Ma questo merito a Trump non viene riconosciuto da vescovi che hanno esaltato l’impresa della Flotilla. L’intossicazione ideologica delle gerarchie ecclesiastiche arriva a volte al fanatismo politico. Il Papa si trova a lavorare con un establishment totalmente politicizzato e schierato a sinistra. I “media cattolici” hanno una linea estremista. Avvenire, giornale della Cei di Zuppi, ieri è arrivato a censurare il Papa stesso, riportando in prima pagina altre sue parole contenute in quell’intervista, ma non ciò che ha detto sul Piano Trump: eppure erano di gran lunga le dichiarazioni più importanti (le ha nascoste in quattro righe a pagina 5 senza un titolo).