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28 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:09
Sensibilità diverse o soltanto toni differenti dei vertici della Chiesa cattolica sulla tragedia che si sta consumando a Gaza? La domanda nasce dalle affermazioni fatte e dai gesti compiuti negli ultimi giorni da Leone XIV, dal suo cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e dal patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Quello che sta emergendo nei sacri palazzi è che il Pontefice e il suo braccio destro, sfidanti in conclave, stiano giocando in tandem. È innegabile, infatti, che con Leone XIV la Segreteria di Stato abbia subito riacquistato il suo ruolo, ovvero quello di cabina di regia della diplomazia vaticana, che, nei dodici anni di pontificato di Papa Francesco, aveva perso. Bergoglio, infatti, preferiva accentrare tutto su di sé e sulle sue personali capacità di negoziare con i potenti del mondo. Una sorta di “diplomazia di Santa Marta” che spesso si svolgeva parallelamente e con passi molto più veloci rispetto a quella, tradizionalmente prudente, della Segreteria di Stato. Quella che si sta attuando nel pontificato di Leone XIV, invece, è una strategia concordata tra tutti gli attori vaticani con compiti e ruoli ben definiti.









