Jane Goodall era fatta di vetro e di acciaio. Era piccola e candida, la pelle nivea come i capelli, lisci e lunghi, raccolti in una coda. Gli occhi stupiti e ridenti, curiosi e mobili, occhi di bambina adulta. Quando un anno fa, era il 2 maggio del 2024, aveva 90 anni, è arrivata a Roma e fra le moltissime attività di quei giorni ha incontrato, a un certo punto, centinaia di bambini di molte diverse scuole. I bimbi, tutto attorno a lei, la sovrastavano in altezza. Ci spariva in mezzo. Sembrava, a vederla, di non poterla toccare, si sarebbe rotta altrimenti: come certe porcellane di biscuit che stavano in salotto, a casa della nonna, su un centrino di velluto. Invece era fortissima. La sua stretta di mano era come una morsa che si stringe attorno alla tua fino a un attimo prima di farti male, poi si ferma, ha sentito il punto esatto, e resta lì. Il suo abbraccio, identico: un abbraccio che contiene senza trattanere. Che Jane — così la chiamavano tutti i bambini, Miss Jane — sia morta nel giorno in cui le barche della Flotilla venivano abbordate dai militari israeliani e gli attivisti a bordo, seduti in cerchio con le mani in grembo, mani disarmate, venivano portati via di peso mi ha fatto pensare al potere dei corpi. Questo hanno in comune le persone che sono partite per mare e la minuscola immensa Miss Jane. Il corpo in campo, esserci col corpo. Che è forte e fragile, che suda e soffre, che ha fame e sete, si ferisce e si rimargina. Che sembra che un scimpanzé possa stritolarlo — non metterti in pericolo! — che un drone possa colpirlo a morte — non farlo, torna indietro! — e invece no. O certo sì, è una possibilità, ma più grande è la capacità del corpo di resistere, enorme è il suo valore quando si manifesta. Quel giorno Miss Jane parlò ai bambini dei sentimenti degli animali, che certamente — disse — “hanno una personalità, proprio come noi, e sono tristi e felici e cosi via”. Quando ci congedammo le chiesi se potevamo abbracciarci. “Dobbiamo, tutti dovrebbero”, rispose.
Miss Jane e il potere del corpo
I bambini gli abbracci e la similitudine con la Flotilla










