Genova – Indicazione geografica protetta. Una sigla, Igp, che significa molto per i produttori dell’oliva taggiasca ligure e per l’intero comparto agricolo e alimentare della Liguria: significa ad esempio che nessuno potrà spacciare come “taggiasche” olive prodotte altrove, anche all’estero, e simili a quelle che vengono raccolte nel ponente della Regione. Igp è il marchio europeo che protegge prodotti alimentari e vini specifici, legandoli a un'area geografica, una qualità e una reputazione riconosciute. Indica che almeno una fase della produzione, lavorazione o elaborazione del prodotto avviene nella zona geografica definita. E da ieri è un marchio riconosciuto, oltre alla taggiasca, alla carne salada del Trentino. La notizia è stata comunicata dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: «L’Italia dimostra ancora una volta che qualità, la tradizione e il legame con il territorio sono la vera forza competitiva della nostra agricoltura», dice il ministro, impegnandosi a « garantire a queste eccellenze nuove opportunità di crescita e affermazione sui mercati e il sistema delle indicazioni geografiche è la via da seguire per proteggere i nostri prodotti e distribuire valore a tutti gli operatori». Sono in tutto 895 i riconoscimenti di Indicazione geografica per prodotti italiani.
Le olive taggiasche diventano Igp, l’Europa protegge il prodotto ligure
L’oliva taggiasca ligure è Igp. Bucci e Piana: “Garanzia di qualità e territorio”. Il percorso partito nel 2021 con la pratica al vaglio della Commissione Ue








