Una stroncatura a 360 gradi. Arriva dal Comitato a Difesa del Diritto alla Salute e alle Cure, che riunisce sindacati, ordini professionali, associazioni di pazienti e movimenti sociali. Il giudizio, critico e unanime, riguarda il Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030.
Mancanza di strategia
Ieri la riunione del Comitato, e il verdetto, “Dalle analisi emerge che, così com’è, non risponde ai bisogni reali dei piemontesi – è l’incipit -. Mancano dati epidemiologici di base e una chiara strategia per affrontare la carenza di personale che attualmente rappresenta un grave problema del sistema sanitario regionale . Non sono definiti ruoli e funzioni delle nuove strutture territoriali, come Case e Ospedali di comunità, e non si affrontano in modo adeguato questioni cruciali quali la salute nelle carceri, le disuguaglianze sociali, le dipendenze e l’assistenza ai migranti.
Il nodo della salute mentale
«Particolarmente grave è la trascuratezza verso la salute mentale: psichiatria e neuropsichiatria infantile rimangono senza risorse e progettualità, nonostante la crescente domanda di cure e l’aumento delle patologie psichiatriche negli adolescenti». A questo si aggiunge «la condizione dei malati non autosufficienti, di fatto abbandonati: il 50% delle famiglie attende ancora un contributo per le RSA, con un sistema di presa in carico che non garantisce dignità né continuità assistenziale».






