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Guido Olimpio

La rivista online dello Stato islamico aveva lanciato appelli a prendere di mira israeliani ed ebrei: da mesi c'è un allarme specifico sul pericolo terroristico che agisce in risposta a quanto accade a Gaza

Alle 9.30 di giovedì mattina un uomo alla guida di un'auto si è lanciato contro la sinagoga di Heaton park a Manchester, gremita di fedeli per la festività dello Yom Kippur, ha imbracciato un machete e colpito le persone uccidendone due e ferendone gravemente altre. Ecco quattro punti su quello che sappiamo dell'attentato.

Il modus operandiL’aggressore ha usato una delle prime tattiche suggerite inizialmente dagli ispiratori qaedisti e, in seguito, da quelli dello Stato Islamico. Ecco l’uso della vettura-ariete – sistema ormai “universale” – insieme al ricorso ad un machete per colpire le persone nelle vicinanze. La doppia arma è stata impiegata anche in passato. Sempre l’aggressore indossava una sorta di cintura con alcuni sacchetti in seguito fatti detonare dagli artificieri. Gli investigatori hanno però confermato che si trattava di una finta fascia esplosiva, una tecnica piuttosto ricorrente. Serve – in teoria – a ritardare l’intervento delle forze di sicurezza e a creare panico. In questo caso, però, gli agenti hanno aperto il fuoco.