Due persone uccise, accoltellate e travolte dall’auto guidata da un aggressore solitario poi abbattuto dal fuoco di due poliziotti. È il bilancio dell’attacco compiuto nel giorno di Yom Kippur davanti alla sinagoga ortodossa di Manchester, nel nord dell’Inghilterra, dove un gran numero di fedeli stava pregando. Il totale delle persone colpite è di almeno 5.

«Un gran numero di fedeli stava pregando nella sinagoga al momento dell’episodio», sottolineano gli investigatori. Sono rimasti chiusi dentro fino a quando l’area non è stata «resa di nuovo sicura». Dopo di che «sono stati tutti evacuati».

Due persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini sull’attacco alla sinagoga di Manchester, come sospetti complici dell’aggressore ucciso sulla scena dalla polizia. Lo ha detto in un aggiornamento d’indagine Laurence Taylor, numero due dell’antiterrorismo britannica, coinvolta ufficialmente nelle indagini accanto alla Greater Manchester Police. L’aggressore risulta essere stato identificato, ma il suo nome resta per ora coperto dal riserbo. Il funzionario ha aggiunto che sono già stati rafforzati i presidi a protezione di tutte le sinagoghe e i siti ebraici più in vista del Regno.

L’aggressore avrebbe avuto una cintura esplosiva indosso: sospetto non ancora confermato ufficialmente, ma che ha indotto gli investigatori a far intervenire sul posto gli artificieri con un camion per la neutralizzazione di potenziali ordigni. Il sospetto appare in un video come un uomo calvo e con la barba, in tenuta da addestramento e con alcuni involucri bianchi appesi alla cintura.