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Il 1° ottobre 1975 a Manila, nelle Filippine, ci fu l’ultimo incontro di boxe tra gli statunitensi Muhammad Ali e Joe Frazier: due dei più grandi pugili di sempre, protagonisti di una delle rivalità più celebri della storia dello sport. L’incontro – che è noto come “Thrilla in Manila” (Brivido a Manila) – era stato preceduto da un’enorme attesa. Ali e Frazier si erano già affrontati due volte, vincendo un incontro ciascuno: questo terzo avrebbe stabilito chi era il migliore dei due. Ed erano ancora tempi in cui la boxe era molto popolare e i migliori pugili erano tra le celebrità più seguite al mondo: in televisione l’incontro fu seguito da oltre 700 milioni di spettatori.
L’evento rispose alle grandi aspettative. Non ci furono colpi finali decisivi (i KO), ma durò ben 14 round e la resistenza e l’intensità di Frazier e Ali furono notevoli, anche per i loro altissimi standard. The Atlantic l’ha definito «l’incontro più brutale della storia della boxe». Ali riuscì a prevalere solo alla fine, ma non di molto: vinse perché l’allenatore di Frazier – che aveva gli occhi così gonfi da non vederci più – decise di farlo ritirare, temendo che sarebbe potuto morire. Un timore non così esagerato, dato che più tardi lo stesso Ali definì quell’incontro «la cosa più vicina a morire che ho conosciuto».






