Il 1º ottobre 1975, nella calda e umida capitale delle Filippine, si consumò uno degli eventi sportivi entrati nella storia: il "Thrilla in Manila".

Il terzo e ultimo scontro tra Muhammad Ali e Joe Frazier non fu soltanto un match di boxe, ma una vera e propria guerra sportiva che lo trasformò nell'epos della tenacia, della resistenza e della brutalità fisica sul ring. Per molti rimane il match dei pesi massimi piu' bello nella storia del pugilato. Ali, che vinse quella sfida da thrilling per ko tecnico, era l'idolo dei neri, il 'ribelle' che si era rifiutato di andare in Vietnam, sul ring danzava e davanti alle telecamere non stava mai zitto. Era ''il piu' grande''. L'altro 'Smokin' Joe', di umilissime origini, oro olimpico a Tokyo come l'ex Cassius Clay a Roma quattro anni prima, era tranquillo fuori dal ring quanto cattivo dentro, potente e autore di ko spettacolari. Un vero 'carro armato', una furia che avanzava sempre, come Marciano o Tyson. Prima dell'incontro il campione in carica, 'The Greatest', lo accuso' di ''essersi messo al soldo dei bianchi''. Un anno dopo Kinshasa e il 'Rimble in the jungle', dunque, venne Manila, e la storia del pugilato aggiunse un match in più nella sua bacheca degli indimenticabili. Un match che fu violentissimo, primitivo.