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In mezzo alle moltissime prese di posizione sul piano di pace per la Striscia di Gaza presentato da Donald Trump, si è distinta in modo particolare una mancata presa di posizione: quella della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che non ha detto niente. A un certo punto il suo silenzio è stato così evidente che alcuni singoli esponenti del PD – come l’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il senatore Alessandro Alfieri – si sono sentiti in dovere di fare dichiarazioni in favore della prospettiva di pace contenuta nel piano.
Schlein non dice niente perché non sa bene cosa dire. Non è un caso: la sua indecisione mostra bene lo stato confusionale del PD sui temi che riguardano Gaza in questi giorni, a cui si sono aggiunti un po’ di affanni dovuti alla sconfitta elettorale nelle Marche. Schlein, in particolare, in questo momento ha un timore: apparire troppo moderata su Israele rispetto ai suoi principali alleati, ovvero il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, entrambi su posizioni piuttosto radicali.
La preoccupazione e i tentennamenti fanno in modo che di fatto prenda le distanze, più o meno esplicitamente, da leader internazionali che pure le sono vicini (come lo spagnolo Sánchez, socialista, suo abituale punto di riferimento per le questioni di politica estera) e soprattutto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.














