Sangue nel Regno Unito sullo Yom Kippur, la festa più sacra del calendario ebraico.

Un attacco certificato dalla polizia britannica come "terroristico" ha seminato paura e morte in una sinagoga di Manchester, affollata di fedeli chiamati alla prima preghiera del mattino nella tradizionale giornata del silenzio e della purificazione.

Lasciando sul terreno una mezza dozzina di vittime - due morti e quattro feriti - e riaccendendo l'allarme sull'incubo delle violenze antisemite - nell'isola come in Europa continentale e altrove - tanto da costringere il primo ministro Keir Starmer a lasciare in anticipo il vertice di Copenaghen per precipitarsi in patria ad affrontare di petto "l'emergenza".

L'aggressore, un uomo calvo e barbuto, in tenuta da addestramento con indosso una sorta di gilet antiproiettile e una cintura "apparentemente esplosiva", è piombato davanti alla sinagoga lanciandosi dapprima sulla gente alla guida di un'auto. Quindi è sceso, coltello alla mano, attaccando vari fedeli e almeno un guardiano, nel tentativo di farsi largo verso l'ingresso del tempio. Solo il "coraggio" di chi era all'interno gli ha impedito di riuscire nell'intento, ha affermato sir Stephen Watson, comandante della Greater Manchester Police. Dando il tempo a una prima pattuglia armata di suoi agenti d'arrivare sul posto, "nel giro di 7 minuti" d'orologio, e neutralizzarlo.