di
Pierpaolo Lio
Al 28enne sarà applicato il braccialetto elettronico. Potrà chiedere permessi per entrare solo per sostenere gli esami. Il provvedimento dopo mesi di pedinamenti e approcci ossessivi
«Sarà cura di questo ufficio autorizzare l’indagato a recarsi in università tutte le volte dovrà sostenere esami». Per il resto, i chiostri della Statale in via Festa del Perdono, per L. V., 28enne milanese, saranno off limits. E per verificare non violi il divieto, al laureando sarà applicato il braccialetto elettronico.La misura, disposta dal gip Luca Milani, su richiesta della pm Corinna Carrara, è stata presa per tutelare una studentessa 25enne perseguitata per mesi dal ragazzo. Una situazione che aveva esasperato la vittima, «tant’è che molte volte sono stata costretta a cambiare le mie abitudini e i miei orari al fine di evitarlo», racconta agli agenti della polizia locale. L’attenzione morbosa del 28enne s’era scatenata a inizio anno. Quando, dopo averla fissata ore in biblioteca, l’aveva avvicinata. «Mi ha chiesto se stessi studiando per l’esame», spiega la 25enne, poi «se fossi fidanzata». Lei non s’allarma: «Mi sembrava timido». Dal giorno dopo iniziano però domande «insistenti», pedinamenti, inviti continui, proposte di andare a letto. «Io entravo nel panico». Lui le chiede i motivi delle sue assenze, di un cambio di look («Sei vestita in modo diverso, come mai?»), pretende spiegazioni per un caffé bevuto con un altro ragazzo. E la pedina fino alla stazione.









