Non potrà frequentare per due anni né "stazionare" vicino a ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie e locali presenti in più zone di Milano e per un anno non potrà accedere, né avvicinarsi alla stazione Centrale, né ai treni né alla metro, e alle aree limitrofe.

Sono i divieti amministrativi notificati oggi dalla Questura a una studentessa 21enne, che frequenta il centro sociale Lambretta e che era stata arrestata (ora ha l'obbligo di firma), assieme ad una coetanea, ad un 36enne e a due studenti liceali minorenni, il 22 settembre per gli scontri violenti dopo il corteo pro Gaza. "Non può nemmeno prendere un treno", spiega l'avvocato Mirko Mazzali, che annuncia un ricorso.

Nel provvedimento, il cosiddetto "daspo urbano", che la difesa potrà impugnare davanti al Prefetto o al Tar, viene vietato "l'accesso all'infrastruttura di trasporto della Stazione ferroviaria e metropolitana di 'Milano-Centrale' e a tutte le aree di pertinenza", comprese "p.zza lV novembre, p.zza Luigi di Savoia e p.zza Duca d'Aosta". La violazione sarà punita "con la pena dell'arresto da sei mesi ad un anno". Per "comprovate esigenze di lavoro o studio potrà avanzare richiesta di autorizzazione" alla Questura.