di

Giuseppe Arrighetti

Dentro ci stanno al massimo un paio di persone, magari sedute o semi sdraiate sulle due assi di legno appoggiate e messe a bolla tra i massi che un tempo vedevano soltanto il passaggio di qualche pastore, ma che da qualche anno fanno i conti con il gran numero di alpinisti

Spartano lo è di sicuro. Che sia anche il più piccolo al mondo, tanto da ambire al Guinness dei primati, è probabile: il bivacco «Mario Donati» a Cimbergo (Brescia), aggrappato alle pareti rocciose del Pizzo Badile, è lungo due metri e largo uno e mezzo; dentro ci stanno al massimo un paio di persone, magari sedute o semi sdraiate sulle due assi di legno appoggiate e messe a bolla tra i massi che un tempo vedevano soltanto il passaggio di qualche pastore, ma che da qualche anno fanno i conti con il gran numero di alpinisti che prova a raggiungere la vetta della montagna sacra agli antichi camuni.

Costruito con qualche pezzo di legno per la porta di ingresso e una guaina isolante sul tetto, il bivacco presenta una targa che ne ripercorre le tappe della storia più recente: «Bivacco Mario Donati – si legge infatti – in ricordo del Socio “Rome” Cai Sezione Cedegolo Battistino Bonali 30 settembre 2018». «Mario Donati, detto Rome – racconta Paolo Turetti, presidente del Cai Cedegolo – era un nostro iscritto e viveva proprio a Cimbergo. Per questo conosceva benissimo la conca del Volano, su cui si innalza la vetta del Pizzo Badile e dove è presente il rifugio De Marie. Rome, insieme al suo amico Renzo Ruggeri, erano sempre in giro a tenere in ordine i sentieri di quella zona, e lavoravano con passione per la manutenzione delle montagne di casa. Nel 2012 avevano deciso di sistemare quel riparo rudimentale incastrato fra le pareti del Badile: in mezzo a una spaccatura c’era già qualche pietra dove potersi sedere e in passato qualche amico del Cai di Darfo aveva anche posizionato una rudimentale struttura di protezione. Rome e Renzo hanno portato lassù, a circa 2200 metri, il legname necessario e sempre loro lo hanno poi sistemato fino a realizzare la struttura attuale: anche io avevo dato una mano».