di
Giuliana Ubbiali
Due indagati per contrabbando di sigarette, uno all'obbligo di dimora. Al gip ammette i «gravi errori»
Sono due colleghi, steward di Malta Air (controllata da Ryanair). Al telefono, parlano di lavori di ristrutturazione. «Ho fatto, in questi ultimi tre anni, piscine, pannelli solari, pavimenti, giardini, auto», dice Marco Criniti, 39 anni, di Cavernago, a Orazio Monteleone, 29 anni, casa in città. Nella stessa conversazione aggiunge che «per deviare le attenzioni» ha chiesto due presiti alla banca, per 24 mila e 36 mila euro, ripagati nel giro di sei mesi dalla madre e dalla sorella alle quali ha poi dato i «cash».
È una delle intercettazioni annotate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bergamo nell’indagine che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare per il solo Criniti. L’obbligo di dimora, a fronte della richiesta della Procura degli arresti domiciliari per entrambi, per contrabbando di sigarette sottratte dagli aerei su cui lavoravano e rivendute. È il reato al centro dell’inchiesta, anche se nelle conversazioni emergono ruberie in volo di profumi, alcolici e denaro. Quando, a proposito dei lavori, Criniti dice che deve stare «attento», parlando poi delle attenzioni da deviare, secondo la Gdf non voleva ostentare un tenore di vita sproporzionato rispetto alle sue entrate ufficiali. Il gip Riccardo Moreschi ha ravvisato i gravi indizi solo per un’accusa di contrabbando per un indagato (su due per ciascuno), per il limite dei 15 chili sopra i quali è reato; sotto, è un illecito amministrativo. Al di là del solo quantitativo che regge, nel valutare le esigenze parla di «condotta strutturata in un collaudato sistema criminale» con episodi quotidiani, indicando comunque «oltre 50 chili» per ciascun indagato «in via prudenziale».







