di
Chiara Baldi
Il consigliere regionale lombardo, a bordo della nave Karma (bloccata dagli israeliani) insieme ai colleghi Arturo Scotto e Annalisa Corrado, ha scritto a parenti e amici prima di buttare in mare il telefono
Le rassicurazioni e l’appello - «Fate rumore, pacifici e implacabili» - prima del silenzio. Quel silenzio nella comunicazione imposto dalle misure di sicurezza che il team della Global Sumud Flotilla ha dato a tutti i partecipanti alla missione in caso in cui l’abbordaggio da parte di Israele si dovesse verificare: buttare il telefono a mare e non opponete resistenza. E così Paolo Romano, classe 1996, dem a bordo della nave Karma dal giorno uno della missione umanitaria, ha fatto alle 21 di ieri non appena gli israeliani hanno abbordato le barche arrivate a 70 miglia da Gaza: mai cosi vicine, ma non ancora nella Striscia, dove avrebbero dovuto consegnare tonnellate di aiuti umanitari, dal cibo alle medicine. Venti imbarcazioni intercettate dalle forze israeliane, rimpatri volontari che potranno partire già oggi o, per chi non firmerà il foglio di via, non prima di lunedì. Ma in quell’ultimo messaggio alla sua famiglia e ai suoi amici prima del silenzio, Romano - consigliere regionale del Pd eletto nel 2023 in Lombardia con oltre 10 mila voti - ha voluto avvisare su un suo imminente e probabile fermo. «Se leggete questo messaggio sto per essere arrestato. Probabilmente, tempo che vi arrivi, lo sarò effettivamente stato. Spero che l'arresto sia avvenuto senza incidenti, e che presto possa darvi mie notizie», ha scritto nel messaggio che poi è circolato su moltissimi profili social. «So che queste ore di silenzio radio saranno strazianti, soprattutto per i miei cari, con cui la Farnesina si metterà in contatto appena possibile, ma potrebbero volerci molte e molte ore».Al momento dell’abbordaggio poche erano le certezze tra i partecipanti alla missione e infatti Romano scrive che «nella stragrande maggioranza delle probabilità, sto bene: sono probabilmente sotto custodia del Governo Israeliano, a cui non opporrò alcuna resistenza fisica nel pieno rispetto dei valori di non-violenza con cui sono cresciuto e che definisce questa missione». E si dispiace «per le ansie che vi procurando. Ma sono sereno». APPROFONDISCI CON IL PODCASTPoi, parlando della missione cui ha partecipato con altri politici - i due colleghi di partito Arturo Scotto e Annalisa Corrado, il Cinque Stelle Marco Croatti e l'europarlamentare di Avs Benedetta Scuderi - Romano ha ringraziato per le «molte possibilità, a partire dal poter coltivare relazioni umane straordinarie e significative, che mi hanno permesso di crescere sorridendo, godendo di tanti diritti e di poter coltivare le mie passioni, tra tutte quella per la politica». Diritti che, sottolinea «ogni bambino di Gaza non può nemmeno sognare, talmente lontani da sembrare una illusione». Per questo, «il nostro sguardo deve rimanere lì, a Gaza e ai suoi abitanti».Infine, l'appello del dem a tutti quelli che hanno a cuore le sorti di Gaza. «Le nostre idee di libertà, eguaglianza, giustizia devono camminare sulle gambe di tutti partendo da questa comunità fatta da chi pensa che la propria felicità possa esserci solo se a tutti sono garantiti gli stessi diritti e la stessa possibilità di essere felici, senza confini di spazio, religione, genere, identità di genere o altro. Fate rumore, pacifici e implacabili».











