Le ultime immagini che i familiari degli attivisti della Flotilla hanno visto dei propri cari a bordo, sono state quelle rimbalzate in diretta streaming in tutto il mondo, riprese dalle telecamere di sicurezza delle imbarcazioni durante le intercettazioni e gli abbordaggi da parte della Marina israeliana. Poi qualche telefonata, prima di buttare i cellulari in mare. Le vie diplomatiche per contattare i fermati si sbloccheranno nelle prossime ore e i familiari delle vittime, oltre alle rassicurazioni di Israele sull'incolumità delle persone arrestate, non hanno notizie dirette.

Solo agli avvocati dell'ong Adalah è stato permesso di incontrare gli attivisti al porto di Ashdod. «Sono fortemente preoccupato». Così Matteo La Piccirella, papà di Tony, a bordo dell'Alma insieme all'attivista Greta Thunberg. La barca su cui viaggiava il figlio, la Alma, era in testa della Flotilla ed è stata la prima abbordata dall'Idf. «Non ho nessuna informazione se non quella che è stato preso», racconta Matteo La Piccirella, preoccupato non solo per il fermo ma perché si tratta del secondo per il figlio nel giro di pochi mesi. «Temo che possano trattenerlo più degli altri», aggiunge. Un'ipotesi che al momento sembra essere stata scartata da Israele. «Come padre spero proprio non torni di nuovo in Israele - conclude il padre di Tony - Penso che comunque abbiano fatto già tanto e spero che non ci sia più bisogno, che si aprano dei canali».