BELLUNO - Si spengono le insegne degli hotel, e si accendono quelle per le ricerche di personale stagionale nel Bellunese in vista dell'inverno. Sarebbero 600 le figure da trovare, di cui circa 200 nel settore degli impianti a fune e circa 400 nella ricettività, ristorazione e nel commercio in genere. «Quest’anno le ricerche saranno superiori rispetto agli anni passati» fa sapere l’agenzia per il lavoro Umana, con 135 sportelli in Italia e 4 in provincia di Belluno. «In primis perché ci saranno le Olimpiadi e poi perché stanno aprendo nuove strutture alberghiere a Cortina. Noi abbiamo circa 45 posizioni aperte ma potrebbero crescere».
Un pilastro nell’economia turistica della montagna è il settore degli impianti di risalita (ne esistono ben 109). Per far funzionare funivie, cabinovie e seggiovie in estate erano sufficienti 400 addetti, ma per l’inverno saranno almeno il doppio. Ne mancherebbero in questo caso circa 200. Un lavoro quello degli addetti agli impianti a fune, che per il 65% richiede addetti stagionali, il 35% invece stabili tutto l’anno. Grazie al recente aumento contrattuale che ha previsto un aumento lordo di 200 euro in tre anni, una paga media può andare dai 1.650 ai 2.000 euro mensili, mentre i lavoratori fissi possono andare ben oltre tale cifra. Trovarli, almeno in provincia, è un impresa, e quindi è necessario ricorrere al mercato del lavoro “esterno”. «Il problema dipendenti sussiste – afferma il presidente Anef Veneto Marco Grigoletto – Stiamo cercando di istituire dei corsi e delle informative per valorizzare questo lavoro. Il problema è che il nostro lavoro non è ben visibile agli studenti che vorrebbero avere un’alternativa al posto in fabbrica. Abbiamo delle figure obbligatorie per legge che sono i capi servizio, che hanno un età media di 50 anni e serve quindi un ricambio. Esistono già percorsi specifici per ogni tipo di impianto, diversificati ad esempio per la seggiovia piuttosto che per la funivia».






