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Ultimo aggiornamento: 21:48
La presunta minaccia dei droni russi continua a mettere sotto pressione i cieli dell’Europa orientale. Nella notte la Polonia ha fatto decollare sei F-16 per intercettare due velivoli Shahed diretti verso il suo territorio, secondo quanto riferito dal Kyiv Post. Si tratta di droni kamikaze di fabbricazione iraniana della serie Shahed-131 e Shahed-136, che la Russia utilizza in massa contro obiettivi militari e civili in Ucraina. L’episodio si inserisce in una serie di incursioni che nelle ultime settimane hanno coinvolto anche Romania, Estonia e Danimarca, spingendo la Nato ad alzare il livello di guardia. Proprio in Polonia l’Alleanza atlantica, insieme a truppe alleate e partner, ha recentemente testato le più avanzate tecnologie anti-drone in un’esercitazione guidata da Stati Uniti e Regno Unito. I sistemi messi alla prova – spiega la Nato – sono progettati per “rilevare, tracciare e neutralizzare i droni ostili”.
Il tema della sicurezza aerea e più in generale della difesa comune è stato centrale anche al vertice informale Ue di Copenaghen. I leader europei hanno espresso ampio sostegno al documento elaborato dalla Commissione e dato a Bruxelles un mandato per presentare una tabella di marcia ambiziosa al 2030. Sull’Ucraina è intervenuto in video il presidente Volodymyr Zelensky, che ha chiesto “progressi concreti” nel processo di adesione del paese, mentre la Commissione ha illustrato la proposta di un prestito di riparazione finanziato con gli asset russi immobilizzati.










