L’Europa è riunita a Copenaghen per un vertice informale del Consiglio europeo. Un momento cruciale per la sicurezza del continente in un contesto di crescenti tensioni con la Russia. La capitale danese ospita tutti i capi di stato e di governo dei 27 paesi membri dell'Unione europea, il 1 e il 2 ottobre per il settimo summit della Comunità politica europea. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha convocato i leader su richiesta della Danimarca, che attualmente detiene il semestre di presidenza di turno del Consiglio dell'Ue. Come ha affermato la prima ministra danese Mette Frederiksen, l'Europa è ormai in una "guerra ibrida", tanto che la riunione si svolge dopo una serie di incursioni di droni misteriosi che hanno spinto le autorità a richiedere il supporto militare della Nato, con una fregata tedesca posizionata nel porto. Poco prima del vertice, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha comunicato che l’Ue investirà due miliardi di euro per fornire droni all’Ucraina, il maggiore impegno europeo in droni dall’inizio del conflitto. Ha anche presentato un progetto di prestito di riparazione collegato ai beni russi congelati nel continente.Raggiungere un accordo tra i 27 leader si annuncia complesso, nonostante le chiare prese di posizione della Commissione. L’obiettivo è definire un consenso di massima da ratificare al prossimo Consiglio europeo del 23-24 ottobre, ma le prime dichiarazioni all’arrivo hanno già mostrato visioni contrastanti. Sul “muro anti-droni” proposto dalla Commissione, Emmanuel Macron ha espresso scetticismo: “A volte diffido dei termini un po’ frettolosi. Le cose sono più sofisticate, più complesse”, temendo che progetti guidati da Bruxelles riducano il controllo nazionale sulle commesse della difesa. Di segno opposto, il premier ceco Petr Fiala ha ribadito il sostegno di Praga, sottolineando che “La Repubblica Ceca sosterrà iniziative volte ad accelerare lo sviluppo di tecnologie moderne, tra cui la definizione di un’alleanza per i droni che includa anche l’Ucraina”. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha invece richiamato l’attenzione su altre priorità, oltre al fronte orientale, affermando che “i confini dell’alleanza sono estesissimi, ma non dobbiamo dimenticarci il fianco sud”. Anche questioni extra-europee hanno segnato il vertice, come la Global Sumud Flotilla in rotta verso Gaza: Meloni l’ha definita irresponsabile, mentre il premier spagnolo Pedro Sánchez ha replicato difendendo la missione umanitaria: “La Flotilla non rappresenta un pericolo o una minaccia per Israele”.Il muro anti-droni e come pagarloL'annuncio di von der Leyen, fatto durante una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato Mark Rutte lunedì 30 settembre, segna una svolta nella strategia di sostegno militare a Kyiv, puntando su tecnologie che si sono rivelate decisive sul campo di battaglia. La presidente della Commissione ha sottolineato che questo accordo permetterà all'Ucraina di potenziare la propria capacità produttiva nel settore dei droni, consentendo anche all'Europa di beneficiare di queste tecnologie avanzate testate in combattimento. Il piano per il prestito di riparazione, stimato in centinaia di miliardi di euro, non prevede una confisca diretta dei beni russi congelati ma un meccanismo finanziario attraverso il quale Kyiv dovrebbe rimborsare il prestito qualora Mosca non paghi le riparazioni di guerra.La questione della difesa dei confini orientali europei dominerà i lavori del vertice, in un clima reso ancora più urgente dalle recenti violazioni dello spazio aereo in Polonia, Estonia e Danimarca. L'Ue si prepara ad accelerare la costruzione del cosiddetto "muro anti-droni", un sistema integrato di rilevamento, tracciamento e intercettazione di velivoli senza pilota lungo i confini con Russia e Bielorussia. Il progetto, inizialmente proposto dagli stati baltici e respinto dalla Commissione europea lo scorso marzo, ha ora ricevuto il pieno sostegno di Bruxelles dopo la serie di incidenti che hanno coinvolto droni non identificati in diversi parti d'Europa. Il commissario europeo per la difesa e lo spazio Andrius Kubilius, politico lituano nominato a questo ruolo dalla nuova Commissione, ha definito il muro anti-droni una “priorità immediata”.Il piano rientra nella più ampia iniziativa denominata Eastern Flank Watch, che prevede anche il rafforzamento delle difese terrestri fisiche attraverso sistemi anti-mobilità, la sicurezza marittima nel mar Baltico e nel mar Nero, e una componente di sorveglianza spaziale per la consapevolezza situazionale. Estonia, Lettonia e Lituania stanno già collaborando al progetto Baltic Defense Line, una serie di fossati anti-veicolo, barriere anti-carro, recinzioni e cancelli a chiusura rapida lungo il confine con la Russia. La Finlandia ha aderito all'iniziativa regionale e riceverà oltre un miliardo e mezzo di euro dai fondi europei per il mantenimento del confine orientale, in uno degli investimenti più significativi nella sicurezza delle frontiere settentrionali dall'epoca della Guerra fredda. I ministri della difesa europei hanno concordato in una riunione virtuale il 26 settembre sulla necessità di sviluppare rapidamente questo sistema di difesa. Il nodo da provare a sciogliere riguarda però il finanziamento di tali progetti, che divide i paesi tra chi preferisce l'emissione di debito comune europeo e chi, come la Germania, preferisce utilizzare Safe, lo strumento finanziario da 150 miliardi di euro già istituito dall'Ue per l'acquisto di armamenti.Diplomazia europea tra aperture all'India e veti ungheresiParallelamente alle questioni di difesa, il vertice di Copenaghen affronterà anche le complesse dinamiche diplomatiche che l'Unione europea sta gestendo su più fronti. La Commissione europea ha recentemente presentato una nuova strategia per rafforzare i legami con l'India, nonostante i rapporti problematici che Nuova Delhi mantiene con Mosca. L'alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri Kaja Kallas, ex primo ministro estone, ha ammesso che i legami dell'India con la Russia rappresentano un ostacolo significativo, citando in particolare la partecipazione indiana alle esercitazioni militari congiunte con Mosca e Bielorussia Zapad 2025, svoltesi vicino ai confini con Polonia e Lituania, oltre ai continui acquisti di petrolio russo da parte di Nuova Delhi. Bruxelles ha tuttavia scelto di non lanciare ultimatum che costringerebbero l'India a scegliere un campo, riconoscendo la storia dei rapporti tra i due paesi e l'importanza strategica che la democrazia più popolosa al mondo riveste per gli equilibri globali.Un'ulteriore questione spinosa riguarda il 19esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, annunciato il mese scorso ma non ancora approvato da tutti gli stati membri. Il pacchetto prende di mira un elenco ampliato di banche e società energetiche russe e straniere, includendo aziende di Cina, Emirati Arabi Uniti, Kirghizistan e Tagikistan, secondo una bozza di allegato. Una questione che invece non sarà affrontata è la posizione di Germania e Italia sulle sanzioni a Israele. Secondo quanto riferito da un funzionario governativo a Politico, il cancelliere Friedrich Merz, atteso a chiarire il ruolo di Berlino a Copenaghen, ha già fatto sapere che la decisione sarà rinviata.Sul fronte interno all'Unione, persiste il braccio di ferro con l'Ungheria riguardo all'adesione dell'Ucraina all'Ue. Budapest continua a porre il veto sui negoziati di allargamento a Kyiv, adducendo preoccupazioni sulle conseguenze dell'integrazione di un paese in guerra. Il presidente del Consiglio europeo António Costa, sta tentando di aggirare il veto ungherese attraverso un approccio procedurale che permetterebbe di preparare tutti i dossier tecnici necessari in anticipo, in modo che possano essere aperti e chiusi teoricamente nello stesso giorno una volta ottenuto il via libera di Budapest. Secondo il quotidiano Financial Times, Bruxelles sta avviando un adeguamento delle procedure interne per superare l'ostruzionismo del primo ministro Viktor Orbán, che ha anche organizzato un referendum consultivo nel quale il 95% dei votanti si è espresso contro l'adesione ucraina. Fonti diplomatiche europee confermano che questo approccio permetterebbe di continuare l'armonizzazione legislativa e la formazione istituzionale dei candidati senza ritardi politici, anche se l'ambizioso obiettivo di portare Kyiv nell'Unione entro il 2030 appare ormai irrealistico.
Di cosa parlano i leader europei riuniti d'urgenza a Copenaghen?
Dalla sicurezza marittima al muro anti-droni, passando per le armi destinati all’Ucraina. Resta aperto il problema più importante: ovvero dove prendere i soldi










