Roma, 1 ott. (askanews) – Il Consorzio del Prosciutto di Parma ha vinto una importante causa legale a tutela della Dop in Cassazione, riguardante l’evocazione ed usurpazione della sua denominazione. Iniziata nel 2017, la vicenda oggetto del dibattimento ha interessato un salumificio abruzzese, accusato di aver commercializzato in Germania, Repubblica Ceca e Lussemburgo confezioni di prosciutto crudo generico con indicazione “Jambon tipo Parma”, in violazione della normativa UE ed italiana a tutela della DOP.

Il fatto venne portato dal Consorzio all’attenzione delle Autorità competenti, che hanno svolto accurate indagini presso lo stabilimento che commercializzava il prodotto. Ne è derivata una lunga vicenda processuale, nella quale il Consorzio si è costituito parte civile, che ha visto l’imputato condannato sia in primo grado che in appello per frode nell’esercizio del commercio, con l’aggravante relativa alla protezione degli alimenti con denominazione di origine. Ora, con la definitiva sentenza della Corte di Cassazione, è stato confermato come l’utilizzo di diciture simili alla denominazione protetta su prodotti generici costituisca una pratica commerciale lesiva, che trae in inganno il consumatore e danneggia il rapporto di fiducia che sta alla base delle pratiche del commercio leale.