Istruzione difficileLa Comunità chiede di allargare il più possibile il tempo pieno e sottolinea l'importanza dell'accesso digitale ai servizi. Il programma “Viva la Scuola”, va a cercare i minori che non riescono a iscriversidi Redazione Scuola1 ottobre 2025“Quello che vogliamo fare è dare un contributo affinché la scuola italiana perda meno ragazzi possibile, magari neanche uno di quelli che sono ad essa affidati”. Così il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, ha sintetizzato i motivi dell'incontro di oggi con la stampa sul tema “Tutti in classe”, con dati e proposte per far fronte al fenomeno della dispersione scolastica e della povertà educativa. “La scuola ha un'anima materna - ha rilevato -, e come una madre deve ricordarsi di tutti i suoi figli. Non è solo un coacervo di scadenze e di problemi, né bisogna rinunciare al sogno di avere tutti i bambini a scuola. Specie nell'attuale vuoto di ideali in una società e in un mondo in cui si rischia la terza guerra mondiale, o si affrontano problemi come la grave crisi climatica”. “Vogliamo dare un contributo a una scuola seria e accogliente”, ha detto Impagliazzo, partendo dai dati della povertà educativa, che poi coincide col quadro più largo della povertà reale, dell'esclusione sociale, delle amplissime disuguaglianze esistenti.Neet“Per quanto riguarda i “neet”, ragazzi che non studiano né lavorano, in Italia siamo il fanalino di coda con il 15,2% del totale - ha spiegato -. Qualcosa nella scuola non funziona, sia con la dispersione “implicita”, di giovani che concludono il ciclo di studi ma senza un apprendimento adeguato, o “esplicita”, del vero e proprio abbandono scolastico”. Per quest'ultimo dato, “siamo scesi sotto il 10%, una piccola buona notizia, la scuola sta cercando di riprendersi i suoi ragazzi, c'è un cambio di traiettoria nell'ultimo decennio”. Sant'Egidio dal 2022 ha creato il programma 'Viva la Scuola', “che va a cercare i minori che non riescono a iscriversi a scuola, o i ragazzi che si sono dispersi e non si vanno più a cercare”. E “il problema più grosso è l'iscrizione scolastica, il 69% aveva problemi ad iscriversi a scuola, il 10% mancava di mediatori di supporto, il 15% aveva problemi col sostegno scolastico”.Le proposteEcco quindi le proposte di Sant'Egidio per la scuola. Innanzitutto allargare il più possibile il tempo pieno, “perché c'è un divario altissimo tra regioni come il Lazio e altre come la Calabria e la Sicilia” (il gap è di 1.300 ore di scuola l'anno contro 900, ben 400 in meno per ogni studente). “Tante volte il tempo pieno non si fa perché mancano le mense scolastiche - ha osservato Impagliazzo - e ciò ha un impatto anche sulla vita delle famiglie, in particolare delle madri, delle donne, sul problema dei conciliare lavoro e famiglia”. Poi l'accesso digitale ai servizi scolastici, laddove soprattutto le famiglie migranti o poco scolarizzate soffrono seri problemi, in particolare sulle iscrizioni tardive o i trasferimenti da una scuola all'altra, e c'è bisogno anche di sportelli per pratiche a livello cartaceo o comunque di un aiuto. O anche fare di più per l'insegnamento della lingua italiana a bambini di famiglie immigrate. “Siamo molto dispiaciuti che alcune leggi abbiano ridotto i fondi per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri - ha lamentato Impagliazzo -, mentre tutto dimostra come la lingua sia il primo strumento per l'integrazione”. A tale proposito Sant'Egidio ha allargato sua la rete in questo campo: solo a Roma sono iscritte 6.220 persone, vengono erogati 110 corsi di lingua e cultura, con 18 scuole solo nella Capitale. “Lavoriamo sull'integrazione anche perché non ci sia paura degli stranieri - ha commentato -. Il fenomeno migratorio è strutturale e bisogna lavorare anche a superare le paure”. “Tutto questo - ha insistito - per aiutare i ragazzi a non perdersi, a non disperdersi, magari chiusi in casa oppure al lavoro troppo giovani nelle campagne della Sicilia o della Calabria. Visto che i dati sono un pochino più positivi, noi diciamo: perché non insistere, perché non andare avanti?”. E mentre in Italia “la scuola è ripartita col suo fascino e le sue difficoltà - ha aggiunto Impagliazzo -, non vogliamo dimenticare i tanti bambini e bambini senza scuola a Gaza, in Ucraina e nelle tante altre zone di guerra in Africa e in Asia”.
Le proposte di Sant'Egidio per fare di più contro dispersione scolastica e povertà educativa
La Comunità chiede di allargare il più possibile il tempo pieno e sottolinea l'importanza dell'accesso digitale ai servizi. Il programma “Viva la Scuola”, va a cercare i minori che non riescono a iscriversi









