Ryosei Akazawa, capo negoziatore commerciale del Giappone, ha difeso con decisione l’accordo sui dazi raggiunto con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Parlando al Foreign Correspondents’ Club of Japan, Akazawa ha sottolineato che il patto, che fissa i dazi sulla maggior parte delle esportazioni giapponesi verso gli Stati Uniti al 15%, è paragonabile a quello stipulato tra Washington e l’Unione Europea. A differenza dell’UE, tuttavia, il Giappone non ha dovuto ridurre i propri dazi sui beni americani, un punto che Akazawa ha evidenziato con orgoglio.
Trattative infinite
L’accordo è stato il frutto di intense trattative, segnate da otto viaggi di Akazawa negli Stati Uniti, un impegno che ha attirato critiche in patria. Molti in Giappone hanno deriso i suoi frequenti spostamenti, suggerendo ironicamente che avrebbe dovuto “piantare una tenda sul prato della Casa Bianca” per risparmiare sui costi dei viaggi, giudicati uno spreco di denaro pubblico. Tuttavia, Akazawa ha raccontato che, dopo tensioni iniziali, è riuscito a instaurare un rapporto di fiducia con il Segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick e lo stesso Trump, descritto come un “negoziatore duro ma rispettoso”.






