Una dorsale di oltre 6.500 km di fibra ottica già posata sotto le strade della Città metropolitana di Milano, a cui si aggiungono 55 siti 5G e un piano per un digital twin – il gemello digitale del territorio – capace di prevedere scenari futuri e supportare le decisioni di governo. È l’ossatura del Campus metropolitano smart, il progetto con cui l’area metropolitana milanese punta a diventare un laboratorio diffuso di innovazione, sostenibilità e servizi digitali.

Nato dall’esperienza del lock-down, che ha mostrato l’urgenza di reti solide e inclusive, il Campus vuole connettere amministrazioni, scuole, ospedali, forze dell’ordine e cittadini. Già oggi 90 comuni e 156 istituti superiori sono collegati alla fibra metropolitana, con l’obiettivo di azzerare il digital divide e aprire la strada a una amministrazione più efficiente, sostenibile e vicina ai bisogni delle persone.

La rete non è solo un’infrastruttura, ma un abilitatore di un nuovo ecosistema: dalle classi immersive in realtà aumentata ai laboratori medici interconnessi, fino ai sistemi di sicurezza per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L’intera copertura 5G è stata realizzata senza costi per le casse pubbliche: a investire sono stati i privati, che hanno potuto sfruttare aree di proprietà della Città metropolitana di Milano per installare i tralicci. Un modello che non solo ha garantito la connessione anche nei territori meno appetibili per il mercato, abbattendo il digital divide, ma ha portato nelle casse dell’ente oltre 2 milioni di euro di introiti aggiuntivi, grazie alla valorizzazione di questi spazi. Il prossimo passo è la creazione di un digital twin, una copia virtuale del territorio per simulare politiche ambientali, sociali ed economiche in tempo reale. «Il territorio può essere visto come una piattaforma al servizio dei cittadini e delle imprese – sottolinea il vicesindaco Francesco Vassallo –. La pubblica amministrazione deve giocare un doppio ruolo: facilitare la creazione di valore locale e anticipare i fenomeni della realtà economico-sociale. La Città metropolitana di Milano scommette su una strategia che intreccia innovazione tecnologica e inclusione sociale, perché la smart city non è fatta solo di reti e sensori, ma di comunità interconnesse che condividono conoscenza, servizi e opportunità».