Sempre più persone, soprattutto giovanissimi, stanno trasformando l'eccessiva cura della propria pelle in una malattia

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Skincare e beauty routine potrebbero essere messe al bando sui social network molto presto. Il motivo è legato all'allarme lanciato dagli esperti del settore che, preoccupati per la crescente ossessione dei giovani per la cura della pelle, hanno coniato il termine dermorexia per identificare i malati di skincare. Già, perché anche l'uso eccessivo di creme, detergenti e prodotti di bellezza, spesso testati per seguire mode e trend virali, può avere effetti gravi e controproducenti sulla salute della pelle.Come nasce il termineLa prima a parlare di dermorexia è stata la beauty reporter americana Jessica DeFino che, nelle sue rubriche sul New York Times e sul Guardian, ha usato più volte il termine per descrivere i comportamenti ossessivi che si stanno iniziando a osservare in ambito skincare. Una definizione quasi clinica della dermorexia, che altro non è che l'ossessione per la cura della pelle e per il raggiungimento di un obiettivo estetico che diventa dannoso e che influisce negativamente sulla salute della pelle e della salute mentale. DeFino ha sottolineato che l'emergere di questo fenomeno è coinciso con l'aumento delle patologie dermatologiche come dermatiti e ipersensibilità della pelle.Il mito della glass skinNegli ultimi anni l'ideale della "pelle perfetta" è diventato un vero e proprio mito. I social e l'industria cosmetica alimentano l'idea che esista una pelle senza pori, sempre luminosa e priva di imperfezioni. Il trend della glass skin coreana, con la sua promessa di epidermide lucida come vetro, è l'emblema di questa illusione che richiama salute e giovinezza. Un "sogno" che nasconde in realtà un paradosso: più si cerca la pelle impeccabile, più la si danneggia con infiammazioni che alimentano un circolo vizioso. Infatti, cercare di raggiungere l'obiettivo della pelle perfetta - con lunghe skincare, decine di prodotti e trattamenti sempre diversi e innovativi - è dannoso perché può compromettere la barriera cutanea favorendo la comparsa di condizioni infiammatorie come acne, psoriasi, rosacea, eczema e dermatite.