L'allieva e il comandante, la supertestimone e l’imputato. Una di fronte all’altro in un’aula di Tribunale dove la tensione si taglia a fette. Da una parte c’è lui, il tenente colonnello Giampaolo Cati, schiena dritta e occhi puntati. Dall’altra lei, V., petto agitato. Cati è accusato di molestie, violenza privata e abuso di autorità nei confronti di undici sottoposti, di cui quattro donne, all’epoca dei fatti in servizio al Centro ippico militare (Cim) dell’Accademia della città emiliana e ora tutti qui a sostenersi a vicenda.