TREVISO - Non esiste un Premio Oscar specifico per l’illustrazione cinematografica, quella creata con disegni e pittura. Ci fosse, Renato Casaro, scomparso ieri a 89 anni, l’avrebbe vinto in più e più edizioni, autore di indimenticabili poster che hanno pubblicizzato sessant'anni di cinema mondiale. Ma si può affermare che di Oscar ne abbia, comunque, vinti di riflesso. Tanti film per cui Casaro realizzò iconici manifesti hanno conquistato l’ambita statuetta. Uno su tutti: il pluripremiato “Balla coi lupi” del 1991, di cui resta memorabile il volto di Kevin Costner, dipinto con i segni dei Sioux Lakota. Successo globale che accrebbe ancor più la notorietà all'estero di Renato Casaro, ritenuto uno dei più autorevoli e innovativi cartellonisti italiani, amato da grandi registi come Zeffirelli, Tarantino e Coppola, spentosi nella notte di ieri all’ospedale Ca’ Foncello, colpito da una broncopolmonite. Nato a Treviso nel 1935, avrebbe compiuto novanta anni il 26 ottobre. Poche settimane fa aveva presenziato all'inaugurazione della sala permanente a lui intitolata nella sede di San Gaetano del Museo Nazionale Collezione Salce, a cui aveva donato un nucleo delle opere realizzate nella sua pluridecennale carriera.
Renato Casaro, il maestro del cartellismo morto a 89 anni: «La tua eredità vivrà per sempre con noi»
TREVISO - Non esiste un Premio Oscar specifico per l’illustrazione cinematografica, quella creata con disegni e pittura. Ci fosse, Renato Casaro, scomparso ieri a 89 anni, l’avrebbe...






