Il cappello calato di Trinità, la lama di Conan che taglia il cielo, la sabbia che inghiotte Il tè nel deserto, la silhouette di Nikita che è insieme vittima e carnefice. Tutti abbiamo camminato dentro un manifesto di Renato Casaro. Oggi che il maestro non c’è più, restano le sue immagini. «Perché questa è arte popolare, che più di così non esiste», ci confidò a Roma lo scorso ottobre, passeggiando tra i suoi «quadri» (era la mostra «Renato Casaro. L’uomo che ha disegnato il cinema», curata da Monica Vallerini). L’ultima volta che si raccontò.
Renato Casaro, il genio che disegnò il cinema: da Trinità a Nikita. «Passavo ore in silenzio sul set, feci piangere Bertolucci»
Morto a 89 anni, era il maestro dei manifesti. Da Leone a Bertolucci, lavorò con tutti i più grandi. Le confessioni nell'ultimo incontro con il Corriere: «Così riuscii a sfuggire alla censura grazie ad una rosa»






