I sapori di Buonissima tornano a Torino dal 22 al 26 ottobre ed entrano nelle gallerie e nelle librerie della città, perché il cibo, l’arte e la bellezza sono inseparabili, come nei canestri di frutta di Cézanne e Caravaggio. Quinta edizione di un festival gastronomico ricco di novità: “Come il marmo, Buonissima cambia e prende sempre di più la forma sognata”, spiega lo chef stellato Matteo Baronetto, ideatore della manifestazione insieme ai giornalisti Luca Iaccarino e Stefano Cavallito.
Il 24 ottobre, l’ex chef del Ristorante Del Cambio ritrova un collega storico in uno Chef’s table a quattro mani, a Dispensa, nella Galleria Subalpina: Carlo Cracco. “Sarà la reunion dei nostri Oasis”, si scherza tra gli organizzatori. In effetti, Baronetto e Cracco sono stati “compagni di avventure e disavventure” per 18 anni, tra Piobesi d’Alba e Milano, fino alla carriera solista torinese del fondatore di Buonissima, che da febbraio dovrebbe indossare la sua toque blanche nel suo nuovo ristorante. Prima dell’evento, Carlo Cracco presenta il suo nuovo libro Cracco in galleria”, edito da Phaidon.
I grandi nomi non si fermano qui. Il 25 ottobre apre le danze quello che secondo Luca Iaccarino è “l’evento italiano di gastronomia più importante dell’anno”: l’happening con lo chef danese Rasmus Munk, che con il suo Alchemist ha vinto due stelle Michelin. Il teatro di “A taste of Alchemist” è il Palazzo Saluzzo Paesana, un capolavoro di architettura settecentesca che ha conquistato lo sguardo del miglior chef al mondo del 2024. “Dopo tre anni di corteggiamenti e numerosi sopralluoghi, l’abbiamo convinto proprio grazie alla bellezza del palazzo”, spiega Luca Iaccarino, che non nasconde la soddisfazione. Le ricette inedite di Munk daranno vita a un momento irreplicabile, scolpito nel tempo di Torino.






