Milano, 30 set. (askanews) – I testi delle pagine dei siti web nei quali navighiamo quotidianamente sono considerati di non facile lettura. I fattori che incidono maggiormente su questa difficoltà sono la lunghezza dei testi, spesso non motivata da una reale necessità comunicativa, e l’uso di una sintassi spesso non corretta con frasi lunghe. In generale però le imprese italiane si attestano su un buon livello di comunicazione digitale, in grado in generale di farsi comprendere dagli utenti. Questo il sunto dell’analisi che emerge dal secondo rapporto dell’Osservatorio sul linguaggio chiaro, quest’anno dedicato all’accessibilità dei portali web delle aziende italiane. L’iniziativa è presentata dall’Associazione Linguaggi Chiari ETS, presieduta da Valentina Di Michele, esperta in UX content, e organizzatrice del DiParola Festival, primo in Italia dedicato all’importanza del linguaggio chiaro.
L’analisi ha analizzato nello specifico i siti di grandi aziende italiane (per numero di utenti serviti) di diversi settori: bancario e assicurativo, utilities e servizi, telecomunicazioni, tech e servizi digitali. I siti studiati sono stati divisi in quattro diverse tipologie: utilities, telcom (telecomunicazioni), banche e tech. La metodologia applicata per la realizzazione dell’osservatorio ha previsto l’utilizzo di DyLan, uno strumento digitale che realizza una prima analisi quantitativa automatizzata di valutazione della leggibilità per l’italiano. È un software sviluppato dall”Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (CNR) che valuta i testi attraverso un indice di leggibilità avanzato, fondato sull’analisi linguistica multi livello. A questo strumento, è stata affiancata un’analisi chiamata “esperta”: un approccio qualitativo fondato sui quattro principi della norma ISO 24495-1:2023 – Plain language, per cui pertinenza, reperibilità, comprensibilità e usabilità.






