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L'Inter si diverte con capitan Lautaro(Paolo Tomaselli) L’Inter torna anche a divertirsi, oltre a vincere per la quarta volta consecutiva: nel debutto a San Siro in Champions, quattro mesi dopo la notte da sogno con il Barcellona, Lautaro e soci ritrovano il gusto della giocata, come il tacco di Thuram per Bastoni nell’azione del 3-0, che però costa al francese un problema alla coscia, forse un crampo: «È una cosa piccola, non credo sia nulla» rassicura lui. Se fosse un po’ meno leziosa, la squadra di Chivu segnerebbe di più contro un avversario che in A farebbe fatica a salvarsi: quello della differenza reti è un particolare da non trascurare in questa classifica a 36 squadre, nella quale i nerazzurri sono in testa a punteggio pieno con Bayern e Real (fa rumore il ko del Liverpool in casa del Galatasaray), in attesa di Psg, Arsenal, City e Barça oggi.L’Inter sarà anche nel pieno di un ciclo abbordabile, ma la vittoria in scioltezza sullo Slavia Praga regala comunque la sensazione di una squadra (con sette diversi titolari rispetto a Cagliari) che partita dopo partita sta trovando brillantezza atletica, ancora prima che tecnica. Dimarco non vincerà il premio «Gratitudine 2025» dopo le frasi su Inzaghi che lo toglieva sempre dopo un’ora di gioco, ma sembra più asciutto e scattante, nonostante i palloni persi. E non è certo l’unico. Calhanoglu sta riportando il motore sui giri giusti dopo una stagione rovinata dai troppi infortuni, anche Zielinski alla prima da titolare al posto di Barella che aveva bisogno di rifiatare, regala un paio di accelerate che nella sua prima stagione non si erano mai viste. Il quadro generale è quello di una squadra in buona salute dopo i due schiaffoni con Udinese e Juve e pazienza se anche stavolta, prima del clamoroso regalo del portiere ceco a Lautaro, la lista delle occasioni mancate sottoporta è lunga così dopo mezzora.L’unico tiro in porta è di Thuram dopo un quarto d’ora (parato), ma lo stesso francese, Dumfries, Lautaro e Bastoni sfiorano il vantaggio. Preso al collo dal ritmo interista, lo Slavia il gol se lo fa letteralmente da solo, perché Stanek gestisce malissimo un retropassaggio ricevuto da un compagno, vuole scaricare il pallone a tre metri, ma la tocca troppo piano, combinando un disastro: sul pallone si avventa famelico Lautaro che segna a porta vuota e festeggia come fosse il gol che attendeva da mesi. Del resto il capitano aveva fissato con sguardo intenso il cielo sopra San Siro durante l’inno della Champions, era al debutto stagionale nel torneo e dopo i sogni e gli acciacchi della semifinale col Barcellona e gli incubi di Monaco, aveva una voglia matta di ripartire.A differenza del solito, l’Inter raddoppia subito grazie a una galoppata di quaranta metri di Acerbi, che scarica per Thuram sulla sinistra, il francese sfonda in area e serve Dumfries per un tap-in di sinistro sul primo palo. Dal secondo tempo l’Inter spreme solo un gol, ancora con Lautaro su cross di Bastoni. Ed è poco, considerato il gioco prodotto e le occasioni avute con Sucic (Chaloupek salva sulla linea), lo stesso Lautaro e Pio Esposito.Tutto è molto facile, pure troppo, ma l’Inter non rischia nulla e anche questo è un segnale incoraggiante in vista della sfida di sabato con la Cremonese, ancora imbattuta. E soprattutto pensando al ciclo dopo la sosta: sfide dal coefficiente basso in Champions, con St Gilloise (a Bruxelles) e Kairat Almaty, maltrattato in Kazakistan dal Real (5-0), ma molto più impegnative in campionato, con la doppia trasferta ravvicinata a Roma e a Napoli, poi con Fiorentina e Lazio a San Siro, inframmezzate dal viaggio a Verona. A quel punto si saprà di più sulla reale consistenza di questa Inter. In tempo per il derby del 23 novembre: la strada è lunga, ma il navigatore è già impostato.











