Il via libera alla vendita dello stadio di San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan non è un passaggio politico indolore e scuote il centrosinistra con la maggioranza a trazione Pd e, a sorpresa, anche il centrodestra, mentre il sindaco Giuseppe Sala si dice "soddisfatto" del risultato e guarda ai prossimi passi amministrativi con una rivendicazione: "Non ho mai fatto pressione su nessuno".

A scatenare divisioni e recriminazioni è la posizione di Forza Italia che durante il voto sulla delibera ha deciso di uscire dall'aula e ha aiutato così la maggioranza ad approvare la vendita.

Al centrosinistra infatti servivano 25 voti ma ne aveva 24 a causa di sette dissidenti interni, tre del Pd, tre dei Verdi e uno del gruppo misto. Più il capogruppo della lista Sala che non ha partecipato al voto. Così FI ha rotto il blocco del no del centrodestra e si è dissociata da FdI, Lega e Noi Moderati che hanno bocciato la vendita.

"Ieri Forza Italia, sullo stadio a Milano, ha rotto il fronte in maniera sbagliata, secondo me, nei modi più che nella sostanza, ma nei modi sicuramente", ha commentato il presidente del Senato ed esponente di FdI, Ignazio La Russa. Mentre la Lega, con la vicesegretaria Silvia Sardone che è anche consigliera comunale ha attaccato gli Azzurri, "che hanno salvato la poltrona del sindaco Sala" decidendo di fare da "stampella" al Pd.